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Dall’ultimo posto allo spumante stappato ad Avella. Adesso il San Paolino può davvero festeggiare: la qualificazione ai play off è in cassaforte. La gara con il Mandamento è stata solo un pro-forma e serviva solo a suggellare la rincorsa della Banda Mungiello. Già, è proprio il tecnico di Roccarainola uno dei protagonisti di una rimonta che sembrava impossibile solo qualche mese fa. Tante giornate passate prima a scrollarsi di dosso le sabbie mobili della bassa classifica, poi a inseguire quella linea immaginaria che separa l’anonimato dalla speranza, fino al sorpasso finale, all’ultima curva. Meglio di Vettel.

IL PROFESSORE- Mungiello è un professore: in classe insegna lingue, in campo a vincere. La sua bacheca è una lunga collezione di campionati dominati e stravinti. Quest’anno non alzerà al cielo il trofeo di campione con la sua squadra, ma questi play-off conquistati così, forse valgono più di tutti i successi raccolti fin qui perché hanno il retrogusto dell’impresa.

LO SPUMANTE- Per questo motivo  gli brillano gli occhi mentre innaffia i suoi “ragazzi” con lo spumante, portato da Luigi Fernandez, e poi nascosto in auto per scaramanzia e riapparso magicamente dopo il verdetto. Adesso possono iniziare i festeggiamenti. Partecipano tutti, anche Felice Fernando che pur con le stampelle non voleva mancare all’appuntamento. C’è Mario Sepe, detto il “coreano”, cresciuto a pane e pallone sui campi polverosi delle serie minori, il capitano Iorio, l’avvocato Napolitano, l’unico che sfoggia una impeccabile camicia blu, Carlo Esposito, il leader silenzioso della squadra, Carmelo Aprea con il suo primo tifoso. Anche la dirigenza è quasi al completo con  il presidente e il vice presidente Castaldo, il team-manager Vincenzo Scala, manca solo il ds Marro che comunque segue i festeggiamenti via telefono.

IL FILM- Nel tardo pomeriggio la baldoria prosegue in un bar  invaso dai Mungiello’s Boys. Si ride, si scherza, si prende in giro quel “guascone” di Mario Sepe. Il vice presidente Castaldo, in barba alla scaramanzia, fa il suo pronostico sulla finale, mentre nella testa di tutti i giocatori scorrono le immagini di una stagione straordinaria che potrebbe diventare epica quando si disputeranno i play-off. Da domani, quindi, si pensa alla semifinale, ma stasera no: c’è solo la voglia di gioire e sentirsi eroi. Del resto lo diceva anche David Bowie: “Possiamo essere eroi anche solo per un giorno”. O per una serata.  Non c’è differenza. Poi si vedrà.