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gabbiadini strinic

Senza ombra di dubbio l’importante vittoria del Napoli ottenuta domenica pomeriggio con il Chievo Verona, potrà essere ricordata a fine torneo come la vittoria della svolta per gli uomini di Rafa Benitez.

Sicuramente un successo non facile, ma gli azzurri non hanno steccato, cogliendo il punteggio pieno non senza sofferenze, contro un avversario per tradizione ostico, con l’aggravante di una classifica particolarmente anemica, da vera pericolante.

Ma la tanto attesa e invocata svolta, urlata a gran voce sia dai tifosi che dalla sapiente critica, per troppo tempo e in tante partite chiave, puntualmente fallita dagli azzurri spesso senza attenuanti, finalmente, proprio contro una cosiddetta “provinciale”, si è concretizzata.

E la partita di ieri ha chiaramente dimostrato che la svolta del Napoli ha un nome ben preciso: il mercato.

Saggia e lungimirante, dunque, la strategia di Bigon,uomo-società poco incline alle luci della ribalta, ben coadiuvato dalla fine competenza calcistica di don Rafè, che sposando una condivisa filosofia di mercato, hanno immesso nel motore-Napoli, giocando d’anticipo sugli avversari, due preziosi pistoni: il giovane predestinato Gabbiadini, autore al Bentegodi di un gol straordinario, da centravanti puro, e l’esterno sinistro Strinic, autore di prestazioni sempre più convincenti e del preciso assist-gol per il giovane ex blucerchiato.

Insomma una vittoria fondamentale ottenuta proprio dai due acquisti del tanto vituperato mercato di gennaio, un successo pesantissimo quello del Bentegodi, il terzo consecutivo, primo filotto utile di questo campionato e le conseguenze ai fini della classifica sono sotto gli occhi di tutti: le dirette inseguitrici degli azzurri staccate di 5 lunghezze (Lazio e Samp sconfitte rispettivamente da Cesena e Torino) e udite udite, il secondo posto, porta d’accesso principale per la Champions, che dista solo quattro misere lunghezze, in virtù del mezzo passo falso casalingo della Roma.

Il ritardo dai giallorossi era di 11 punti a metà dicembre, e quello era un altro Napoli, evanescente e poco convinto dei propri mezzi.

Dagli azzurri, dunque, ci si aspettava una svolta che nelle ultime settimane è avvenuta, ma oltre ai nuovi acquisti è senza dubbio scattata la molla dell’orgoglio in giocatori che non potevano considerare chiuso il campionato prima ancora che arrivasse a metà percorso. Adesso il Napoli vola sulle ali di ritrovate motivazione e nuove soluzioni tattiche, sospinto dall’entusiasmo contagioso del popolo azzurro che esulta e spera.

Si, magari è tutto vero: ricorderemo, a fine campionato, questa come la domenica della svolta.

Raffaele Ariola