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Si chiama Atletico, ha la maglia a strisce verticali bianche e rosse e i calzoncini azzurri. Ma in campo non c’è Griezmann e in panchina non siede Simeone. E’ l’Atletico SFF , serie D, girone G. Ma oggi per l’Avellino sembravano davvero i colchoneros. Questione di presunzione della squadra di Graziani o forse solo di prospettiva, del resto per motivi logistici la posizione della telecamera era al livello del campo, a uno sputo dalla linea laterale e ci sta di confondere gli avversari. Non cambia invece la sostanza: i biancoverdi escono sconfitti dalla trasferta laziale per 4-1 ed è il primo ko in campionato.

Successo meritato per i padroni di casa, praticamente perfetti per 90 minuti, dall’inizio alla fine. Sono bastati 5′ per capire che non sarebbe stata una giornata facile per i giovanotti di Graziani: prima un palo colpito da Nanni, poi il vantaggio siglato da Tortolano su rigore concesso per un fallo di mano di Nocerino. L’Avellino ha avuto un sussulto e ha replicato da grande squadra: prima ha sfiorato il pari con Tribuzzi, e poi proprio quest’ultimo ha rimesso le cose a posto con un gran gol. Da quel momento ci si aspettava un copione diverso con i biancoverdi a far la voce grossa. E invece le previsioni sono state smentite perché l’Atletico ha rialzato i ritmi e al 26′ ha messo di nuovo la freccia, sempre con Tortolano, sempre su calcio di rigore per fallo di Parisi su Tornatore. L’Avellino stavolta non ha reagito, anzi ha rischiato il tracollo con Tortolano che ha fatto tutto bene ma  ha concluso sul fondo dopo aver scartato anche Lagomarsini in uscita disperata.

Dopo l’intervallo Graziani ha ridisegnato l’Avellino con Carbonelli in campo al posto di Mentana. Ma la musica non è cambiata. L’Atletico ha ripreso il lavoro esattamente da dove lo aveva lasciato in sospeso: in trance agonistica, con cattiveria e sempre con il piede schiacciato sull’acceleratore. E subito  Nanni ha centrato il tris beffando Lagomarsini sul primo palo. Il mister biancoverde ha giocato anche la carta De Vena, non ancora al top. Ma l’Atletico non ha sofferto è rimasto corto e compatto con Tornatore, Nanni e Tortolano a fare da elastico per allungare lo schieramento dei padroni di casa e allargare le maglie della difesa biancoverde. L’Avellino si è svegliato solo intorno alla mezz’ora con Sforzini che ha concluso debolmente a tu per tu con Macci e con una mischia in area di rigore senza esito. L’Atletico non si è spaventato e ha chiuso il match con D’Andrea che, liberissimo, ha mandato di testa la palla alle spalle di Lagomarsini. Una lezione dura e meritata per un Avellino presuntuoso che da oggi saluta anche la testa della classifica.