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La macchia mediterranea e la campagna romana sullo sfondo. Una tribunetta metallica in versione mission impossible: contenere i tanti tifosi irpini e qualche isolato insulto in romanesco in sottofondo. Avellino, this is Serie D. Non certo la tua dimensione. Pazienza, del resto si sa: la passione non retrocede. Mai.

E poi si comincia col sorriso: vittoria in trasferta per 4-1 contro il Ladispoli. All’Angelo Sale per la precisione. Gerbaudo e Buono mettono le cose in chiaro in 9′: 2-0 al 34′. Il Ladispoli, però, non ci sta a fare la parte dell’agnello sacrificale sull’altare dell’orgoglio irpino e accorcia le distanze con Cardella. Punizione al rallentatore con barriera posizionata malissimo. Già questa è la Serie D,  gli errori sono tanti e le sostituzioni non sono mai pienamente tattiche, ma spesso rispettose di una regola sugli under e gli over finora inutile ai fini della crescita calcistica italiana.

All’intervallo ti capita di pensare: ma dove sei finito, Avellino mio? Poi vedi il primo gol di CR7 in Italia e un po’ rivaluti la categoria. Nella ripresa, però, è tutta una passeggiata: De Vena fa tris con un gran gol che riscatta quello mangiato nel primo tempo. Entra Tontè ed è una rivelazione: è come avere una vespa in campo, i giocatori del Ladispoli non lo prendono mai e non hanno le palette dei vigili per farlo. E infatti è proprio Tompte  a chiudere i giochi con un’azione personale. Poi il debutto di Sforzini e tanta accademia.

Si chiude così la prima dell’Avellino in stagione. Un ringraziamento a Sport Channel e User Tv per avermi concesso la possibilità di seguire sullo smartphone il match. Non ci sono i replay, ma il servizio funziona alla grande. E poi non è il caso di fare gli schizzinosi. Si deve adattare il Lupo a questa categoria, mi adatterò anch’io.