CONDIVIDI

piccolo felice pomi

Dalla città dell’Alfa all’Alliaz Arena: a volte i sogni si avverano. Chiedere informazioni a Felice Piccolo, classe 1983, professione difensore arcigno con il “vizio” (o vezzo se volete) di giocare sempre a testa alta. La sua, una parabola calcistica da raccontare ai più piccoli, in un mondo del pallone fin troppo avvoltolato tra falsi miti ed eroi (sportivi) di cartapesta che vengono giù alle prime difficoltà. Felice, pomiglianese doc, muove i primi passi nelle compagini locali del Rapid Quadrifoglio prima, del Rapid Pomigliano successivamente fino al passaggio ai felsinei della Granarolo. «Era fatta con il Milan – svela il difensore reduce da una tournée in terra carioca e in attesa di una sistemazione congeniale alla sua voglia di conoscere nuove culture ed apprendere nuove lingue – poi Moggi mi volle fortemente alla Juventus, dove ho fatto tutte le giovanili. Ricordo con piacere quei tempi: poi sono andato a giocare a Lucca».

Ad attenderlo nella graziosa piazzetta nei pressi di Vico Sodano, oltre ai familiari, ci sono gli amici di vecchia data e tanti sportivi pomiglianesi, accorsi al grande happening per tributare un meritato abbraccio (ideale) a una delle leggende sportive locali. In prima fila c’è anche una delegazione dell’ASD Calcio Pomigliano, rappresentata dall’addetto stampa e dal capitano, Rosario De Rosa: l’evento rientra a pieno titolo nel programma redatto dall’Assessorato alla Cultura retto da Roberto Nicorelli, “SerEstate a Pomigliano”. Piccolo analizza poi l’esperienza con le giovanili azzurre e «i brividi che trasmette quella maglia azzurra quando ascolti l’inno di Mameli da protagonista», lui, capitano anche di un certo Daniele De Rossi. Poi il 2010 e il 2011, due annate che segnano una tappa importantissima per la sua carriera: il passaggio al Cluj in Romania, la vittoria di un campionato e di due coppe (una nazionale e una supercoppa), l’approdo in Champions League. «Ricordo ancora i brividi nelle gare contro il Manchester, il Galatasaray e il Bayern Monaco, in quest’ultima gara andai vicinissimo al gol– dice sorridendo – nella sfida contro i turchi venni premiato come miglior difensore Uefa e ricordo che in quella griglia c’erano mostri sacri come David Luiz,. Marcelo e Dani Alves. Con il Cluj, dove ho giocato con De Zerbi, Dica, Bastos abbiamo vinto 2 dei tre scudetti della storia del club, per cui è una grandissima soddisfazione: i tifosi ci osannano».

Il testimone viene ceduto poi ai presenti, che tempestano di domande il loro concittadino che dà l’arrivederci a presto. «Vivo tra Milano e Pomigliano e sono molto legato alle mie radici. Tanto è vero che la mia famiglia ha deciso di non spostarsi altrove». Per lui sono già giunte richieste dalla Grecia e dagli Emirati Arabi; non mancano estimatori in Francia (Metz e Le Havre) e in Germania. A giorni scioglierà la riserva.

Salvatore Alligrande