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Il calcio ha riscritto la storia di Napoli e dei napoletani. Il fatalismo di questa città era stato espresso da una massima di De Filippo:” Addà passà a’ nuttata”. Se le cose vanno male, non ci puoi fare niente. Se credi preghi, se non credi, almeno speri che il momentaccio passi in fretta con le prime luci dell’alba. Beh, ieri, dopo il gol di Koulibaly, tutti i napoletani hanno pregato e sperato che la notte non passasse mai. Una notte magica, orgiastica e sfrenata. No, una notte con un cielo così blu nessuno l’aveva mai vista. E nemmeno quel genio di Edoardo De Filippo poteva immaginarsela.

Oggi Napoli si è svegliata tardi. Pigra e indolente, la città era ancora mezza deserta alle 9:00. Qualche turista in giro e pochi avventori nei bar, interessati più a far colazione con i ricordi del giorno prima che con le sfogliatelle. Poi le vie si sono riempite e i discorsi sono stati proiettati in avanti, verso il futuro prossimo: Siamo ancora dietro di un punto. E’ tutto nelle loro mani. Che succederà adesso? La Juve reagirà? Il Napoli espugnerà Firenze? Magari i viola tireranno indietro la gamba per far dispetto ai bianconeri. Ne parliamo davanti a un caffè. Insomma, dopo aver sognato a occhi aperti, il nuovo giorno si è presentato con le solite alchimie di ansie, preoccupazioni e gentilezze che identificano lo spirito napoletano da sempre.

E così la domenica dionisiaca si è trasformata in un lunedì apollineo, l’estasi dei sensi ha lasciato il posto all’angoscia razionale. Ma solo per un attimo. Nulla è eterno. Figuriamoci a Napoli. Il futuro è una dimensione  sconosciuta: il tifoso napoletano non la padroneggia, ma vorrebbe ingraziarsela con gesti, riti e fioretti. Allora funziona questa magia bianca?  Viviamo nell’epoca dell’industria 4.0, degli algoritmi informatici e della scienza uber alles, dovremmo rispondere di no senza fronzoli. Eppure gli uomini non hanno eliminato dalla loro esistenza l’anelito verso l’infinito e l’impossibile. E dopo il gol di Koulibaly al 90′ contro la Juve, l’infinito è più vicino e l’impossibile è più possibile.