CONDIVIDI

nap-pescara_esultanza_gol_tonelliRicomincia il campionato, si ricomincia da capo, è il turno del Pescara, che ad inizio campionato aveva tolto 2 punti ad un  Napoli in rodaggio. Sarri teme il Pescara, elogiando Oddo e la sua squadra per il gioco espresso. Ma in classifica il Pescara è una squadra in difficoltà, conosce il suo avversario e sa che non può che difendersi e cercare di bloccare l’inizio della manovra azzurra.

E infatti, Oddo tenta con una pressione ossessiva di bloccare l’inizio dell’azione del Napoli, pressando alto i difensori azzurri, inducendoli spesso all’errore. E quando il Napoli ha il possesso, si chiude a riccio. Il Napoli fa circolare la palla ma è poco incisivo, non è veloce quanto serve, non riesce ad entrare nelle maglie della difesa avversaria, perché gli spazi sono pochi e gli avversari sono sempre pronti a chiudere quelli residui. Il primo tempo termina sullo 0 – 0. I biancocelesti non posso continuare a lungo a questi ritmi, se lo aspetta Sarri e lo sperano i tifosi. Serve disequilibrare questo stato delle cose, con una palla sporca, un tiro da fuori, un calcio piazzato, oppure aspettare che vi sia l’ovvio calo avversario.

Inizia il secondo tempo e fortunatamente la partita si sblocca quasi subito. Il Napoli segna con l’arma in più, quelle opportunità da fermo che erano state una pecca nella scorsa stagione, e che contano tanto nel calcio moderno (leggi il pezzo: Come si segna in Serie A? L’analisi delle ultime 8 stagioni). Quest’arma in più trova in Tonelli un nuovo braccio che possa impugnarla per ferire gli avversari. E’ punizione dalla sinistra, Jorginho centra Tonelli solo in mezzo a 2 avversari. Il numero 62 stacca maestoso e insacca. Secondo gol per Tonelli in due partite. Primo gol da punizione non diretta in Serie A per il Napoli di Sarri; aveva segnato in questo modo solo in Europa League durante la scorsa stagione. E sesto gol in questo campionato di un difensore. Il gol basta per aprire delle voragini nella sicurezza e nella difesa avversaria. Pressione e difesa a riccio dei biancocelesti durano un tempo. Il Pescara si allunga, e il Napoli si può infilare per arrivare al gol. Prima arriva il turno di Hamsik, che scappa oltre i difensori avversari. Servito da un preciso sinistro di Zielinski può raddoppiare. Bella l’azione verticale che porta prima Callejon davanti a Bizzarri e poi Hamsik. Lo slovacco è ad un passo dal secondo posto assoluto di reti in azzurro di Sallustro. E’ infine il doppio gioco tra Allan e Mertens che porta al terzo gol. Allan recupera, scambia con Mertens, e serve ancora nel mezzo per il belga, che segna il suo cinquantesimo gol con il Napoli. Il Napoli ne potrebbe fare un altro paio, ma invece decide di non tradire la sua natura distratta. Prima Strinic spegne la luce e serve a Gilardino un assist perfetto, per fortuna non sfruttato. Poi la difesa azzurra concede un rigore all’ultimo secondo, segnato da Caprari. Ancora una volta il Napoli concede il gol: su 27 partite giocate ha lasciato la porta inviolata solo in 7 occasioni, questo è un dato da migliorare, le disattenzioni sono costate molto.

In serata, la Juventus viene fermata dalla Fiorentina e si riaprono speranze per un campionato meno tedioso e più incerto. La Juventus resta la favorita, e le altre si giocheranno le posizioni per la Champions. Roma, Napoli, Lazio, Inter e Milan sono appaiate e in lotta. I giochi si fanno duri e il Napoli deve continuare sulla sua strada, con l’obiettivo di eliminare quelle disattenzioni che oggi non hanno arrecato danni, ma che in passato hanno pesato e non poco. Il Milan è alle porte. La squadra di Montella non sarà quella che subì 4 reti all’andata.

Crescenzo Tortora

La mia sul Napoli