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iezzoSarri deve puntare su Gabbiadini, anche se per me non è una prima punta. In passato lo abbiamo visto in serie difficoltà in questo ruolo, però ora bisogna fare di necessità virtù. Questa potrebbe diventare, un’opportunità importante per dimostrare il suo valore.” parla così l’ex portiere azzurro, Gennaro Iezzo, dopo l’infortunio di Milik. L’ex calciatore è intervenuto durante la trasmissione sportiva Donne Nel Pallone, condotta dalla giornalista Sonia Sodano e in onda su TLA. “Penso che sia stato fatto uno sbaglio nel mercato di agosto. Tutti sapevamo che Gabbiadini non è una pura prima punta, quindi il Napoli doveva acquistare un altro giocatore in attacco”

In vista di Napoli-Roma, partita che si disputerà al San Paolo questo sabato, 15 ottobre alle ore 15.00, Iezzo vede la possibilità di inserimento da parte di nuovi giocatori, ma visti prima in campo: ”Sarri ha detto, che i nuovi hanno bisogno di tempo per entrare negli schemi, ma credo che dopo la sosta della Nazionale inizieremo a vedere qualche faccia nuova. Rog ne parlano tutti bene , Diawara è un giocatore giovane, lo abbiamo visto a Bologna l’anno scorso e secondo me ha grandi prospettive in azzurro”

L’ex portiere poi analizza tutte le problematiche le ambo le squadre si trovano ad affrontare in questo momento di campionato: “Oggi il problema del Napoli è davanti con l’assenza di Milik. Il problema della Roma è nella fase di non possesso e va molto in difficoltà soprattutto in difesa, un comparto che non trovo sia sincronizzato. Allo stesso tempo, gli azzurri sono in difficoltà quando l’altra squadra chiude gli spazi. I ragazzi di Spalletti ti lasciano giocare, ti aspettano e poi attaccano sulle ripartenze, grazie agli uomini veloci che ha davanti. Napoli-Roma è una partita che deve essere affrontata con molta intelligenza. Il Napoli deve sfruttare il possesso palla per giocare in ampiezza, senza per forza voler trovare la verticalizzazione. Gli azzurri devono giocare sugli esterni perché è lì che la Roma va più in difficoltà.”

Iezzo parla anche del rapporto che i calciatori intrecciano col tifo napoletano: “Se fa bene ai calciatori? Credo sia sempre un discorso soggettivo. C’è chi ha carattere e si alimenta del pubblico per dare il meglio di sé, magari c’è chi non è abituato e si trova a giocare meglio in stadi con poche persone. Napoli è una metropoli come Roma, Milano e Torino. Se vieni a giocare qui già sai che vieni dove c’è un pubblico importante, una società che ha una storia con un passato. Quando giocavo avevo bisogno della pressione, anche se non credo sia corretto parlare di pressione. Il tifo napoletano è appassionato. Se devo trovargli un difetto è che ci innamora troppo dei calciatori che vengono a giocare a Napoli. Per questo possiamo sembrare oppressivi, invece non è così è affetto! Ho giocato anche a Verona, dove andavi per le piazze e non ti conosceva nessuno, qui è molto più bello! L’affetto è quello che ti resta quando poi finisci di giocare.” Buffon in Nazionale? “Contro la Macediania ha pochissime colpe, contro la Spagna, invece ha commesso un errore, ma può capitare. Dico sempre: solo chi non opera non sbaglia. Gigi è uno dei portieri più forti al mondo e credo che entrerà sicuramente nella storia del calcio mondiale.” Può arrivare in Russia 2018? “ Sì, perché l’unico che ad oggi può ambire a quella maglia è Donnarumma, ma Gigi a 40 anni, ha ancora quella classe che può regalare grandi emozioni in campo.”