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Adriano Galliani ha deciso di dimettersi. La notizia, già nell’aria, è stata ufficializzata stamattina attraverso delle dichiarazioni fatte all’Ansa. Galliani ha dichiarato: “Con o senza accordo sulla buonuscita, mi dimetterò per giusta causa fra pochi giorni, forse aspetto la partita di Champions contro l’Ajax”. In una nota, inoltre, afferma tutto l’affetto e la stima per il presidente Berlusconi:”il mio affetto per il presidente Berlusconi è immutato e immutabile”.

Parla anche del momento e degli attacchi che ha dovuto subire: “Dimettermi prima della partita con l’Ajax sembrerebbe un atto ostile verso la squadra per cui tiferò tutta la vita. Si è detto che il Milan spende male e non ha una rete di osservatori come Roma e Fiorentina, ma la Roma negli ultimi 5 anni è andata in Champions una volta e la Fiorentina mai. Il Milan ha da due anni il bilancio in pareggio, altre società hanno montagne di debiti. L’anno scorso tutte le nostre squadre giovanili sono andate alle Final four”. Galliani parla anche del suo futuro, in questo momento sconosciuto: “Per adesso non accetto nulla da nessuno – ha detto all’Ansa, l’ad rossonero – quando si è offesi bisogna avere la forza e l’intelligenza di far passare un pò di tempo: bisogna essere lucidi per prendere decisioni”.

Infine racconta anche un aneddoto avvenuto in queste ore: “Mi chiamano grandi presidenti anche dall’estero, e non capiscono cosa stia succedendo” chiaro riferimento agli amici del Milan sparsi in Europa e nel mondo. L’ad continua: “Io sono andato a Madrid quest’estate per prendere Kakà senza un appuntamento e mi hanno aperto gli uffici del Real e quando sono andato nell’agosto 2010 a prendere Ibrahimovic al Barcellona il presidente Rosell è tornato apposta dalle ferie che aveva programmato con la sua famiglia”. Per fare programmi e valutazioni è sinceramente molto presto.

La nuova generazione guidata da Barbara Berlusconi ha un gravissimo e difficilissimo compito da svolgere: eguagliare il lavoro e le vittorie di Galliani. Nel corso degli anni, Galliani ha portato il Milan al vertice del calcio mondiale facendo dei rossoneri il club più titolato al mondo. Anche i suoi rapporti internazionali hanno aiutato sempre a costruire un Milan forte e competitivo. Basti ricordare l’affare Ibrahimovic. L’ad rossonero volò a Barcellona e tornò a Milano con uno dei più grandi calciatori di sempre consegnando ad Allegri una squadra che a fine anno vinse lo scudetto. La stessa cosa è avvenuta con Kakà, un giocatore completamente rigenerato dalla cura Milan, salvato dall’inferno di Madrid sempre da Galliani. Per il Milan l’addio di Galliani segna una svolta epocale, un cambiamento storico. Ma sarà la decisione giusta? I dubbi sono tanti, le perplessità molte…

Luigi Iervolino