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Voto 10 a Blanchard:

Blanchard (fonte internet)
Blanchard (fonte internet)

E’ lui l’uomo della storia, proprio lui, l’ex ultras juventino firma al 92’ il pareggio del Frosinone allo Juventus Stadium. Il  suo gol ha consentito ai ciociari di schiodare dalla casella 0 in classifica, per gli uomini di Stellone è il primo punto ottenuto nel massimo campionato di serie A nella storia.

Voto 9 a Felipe Melo:

Tornato in Italia con l’etichetta del “bidone”, Felipe Melo ha incanalato una buona serie di prestazioni, è lui per il momento l’uomo in più di Roberto Mancini. Il brasiliano oltre che al solito lavoro di contenimento si sta rivelando utilissimo nella fase di impostazione,  è il vero “architetto” del centrocampo nerazzurro, durerà?

Voto 8 per Balotelli:

Welcome back  home Mario! Dopo più di un anno Mario Balotelli torna a giocare da titolare nel Milan, gli ci sono voluti 4’ per mettere la propria firma sul tabellone, una punizione a giro imprendibile per Karnezis. E’ ancora presto per poter parlare del ritorno di “SuperMario” (forse super non lo è mai stato), però il nuovo Balotelli appare più maturo rispetto al passato, incassa colpi e risponde con giocate di classe, poche chiacchiere e molta tecnica.

Voto 7 al ritorno di Biabiany:

L’ala francese contro il Verona ha fatto il suo ritorno in campo dopo i noti problemi al cuore della scorsa stagione. Fermo ai box da fine agosto 2014, l’ex Parma è finalmente tornato a calcare i prati della serie A; una bella storia di vita e di sport, per la gioia di Roberto Mancini.

Voto 6 all’avvio di Sassuolo e Chievo:

Le prime cinque giornate sono state gloriose per le due compagini, i veronesi hanno subito ripreso a correre dopo la sconfitta con l’Inter battendo in casa il Torino; il Sassuolo è addirittura terzo in classifica, 11 punti conquistati e zero sconfitte incassate. La ribalta della provincia è finalmente servita, potrebbe essere il classico “fuoco di paglia”, però per il momento la classifica sorride ed è l’unica cosa che conta nel calcio italiano.

Voto 5 al Napoli:

Non trova continuità il Napoli di Sarri, troppo alto il “muro” eretto dal Carpi per essere superato da questo Napoli. La scorsa stagione furono tantissimi i punti persi per il cammino contro le “piccole”, quello contro il Carpi potrebbe essere solo un caso, i tifosi del Napoli sperano di non rivivere un déjà vu.

Voto 4 alla Roma:

Prima sconfitta in campionato per la Roma e testa della classifica che si allontana sempre più. L’autogol finale di Manolas non è di certo un buon sentore, i campionati si vincono anche con un pizzico di fortuna, fortuna che al momento la Roma non ha; c’era un vecchio detto una volta: la fortuna aiuta gli audaci, questa Roma può osare molto di più, altrimenti la dea bendata gli sarà sempre avversa.

Voto 3 al Genoa:

Gasperini aveva sognato senz’altro un avvio di campionato diverso per il suo Genoa, contro  una Lazio in convalescenza è arrivata una nuova sconfitta per il grifone. A fine partite il bilancio disciplinare è anche pesante per i genoani, due espulsi (Cissokho-Pandev) segno che la tranquillità al momento è ben lontana.

Voto 2 all’Udinese:

La prima giornata aveva regalato la storica vittoria allo Juventus Stadium, da li solo sconfitte per i friulani. Colantuno è arrivato ad Udine per gettare le basi di un nuovo ciclo (dopo la parentesi  Stramaccioni) di questo passo però la sua rivoluzione potrebbe avere i giorni contati, Pozzo è già sul piede di guerra e minaccia di cambiare tutto a partire da gennaio.

Voto 1 a Max Allegri:

Perdere due punti al 92’ su un calcio d’angolo ci può stare, meno l’attacco di Allegri ai suoi giocatori davanti alle telecamere. Solitamente i problemi si risolvono in casa, Max invece ha scelto di esternare pubblicamente i problemi della sua Juve, una scelta ardua, soprattutto perché non è arrivato un mea culpa ma soltanto un accusa di poca esperienza nei confronti dei suoi giocatori. L’allenatore di solito funge da parafulmini per  la squadra, evidentemente Allegri viene da un’altra scuola di pensiero, Sabato c’è il Napoli però, non saranno accettate più scuse.

Vincenzo Torino