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Il derby asburgico va all’Ungheria che batte 2-0 l’Austria (in 1o dal 66′). Decidono le reti di Szalai, che spezza così un digiuno di marcature che durava da un anno, e di Stieber nel finale. Risultato a sorpresa perchè i pronostici davano per favorita l’Austria. E in effetti nel primo tempo la nazionale allenata da Koller è sembrata superiore sul piano tecnico. Nella ripresa però l’Austria si seduta in poltrona e l’Ungheria, tutto cuore e polmoni, è venuta fuori, trascinata da uno straripante Kleinheisler, di gran lunga il migliore in campo. Bocciati invece Alaba e Arnautovic.

PALO DI ALABA- Le formazioni ufficiali non regalano sorprese. Janko guida l’attacco austriaco, Alaba gioca in mediana, mentre nell’Ungheria Szalai è la prima punta. L’Austria parte con l’acceleratore schiacciato a tavoletta: al 4′ Alaba si accentra ed esplode il destro che si stampa sul palo. Al 9′ ancora Alaba pericoloso: inserimento, su assist di Arnautovic e conclusione di prima intenzione che non sorprende il veterano Kiraly(giocatore più anziano di sempre a giocare gli Europei. Battuto il  record di Matthaus). Col passare dei minuti si affievolisce la pressione austriaca e l’Ungheria può respirare. I magiari controllano le sfuriate dei “cugini” austriaci, ma non fanno nulla per impensierire Almer. Anche perchè davanti Szalai non segna da un anno in una partita ufficiale. Soltanto sul finale di tempo l’Austria torna a farsi pericolosa prima con un destro violento di Junuzovic che chiama Kyraly a un difficile intervento, poi con uno spunto di Arnautovic che mette al centro un cioccolatino solo da scartare, ma Harnik a porta vuota si calcia sulla mano. Dopo il doppio brivido, l’Ungheria sfiora il vantaggio beffa: Dzsudzsák si presenta davanti ad Almer ma angola troppo e il pallone sfila sul fondo.

Ripresa senza cambi. Non muta nemmeno il copione: è sempre l’Austria a fare la partita. La nazionale allenata da Koller mostra un discreto palleggio, ma si perde negli ultimi venti metri, dove la manovra diventa molto prevedibile e facilmente leggibile dai centrali ungheresi. Pertanto il massimo dello sforzo austriaco produce solo qualche discreto cross e poco altro. E così il primo sussulto della ripresa lo crea Dzsudzsák con un violento sinistro dai 30 metri che chiama Almer alla deviazione in corner. Al 61′ la svolta: dai e vai Kleinheisler-Szalai, l’attaccante dell’Hoffenheim si presenta davanti ad Almer in uscita e lo brucia. Ungheria avanti 1-0 e Szalai spezza un digiuno di gol che durava da un anno. Piove sul bagnato per l’Austria: quattro giri di lancette e Dragovic viene espulso per doppia ammonizione. Partita in discesa per l’Ungheria che gioca sul velluto: al 70′ Nemeth si accentra e calcia a giro: Almer si allunga e devia in corner. Quando i magiari ripartono fanno male: Kleinheisler sale in cattedra e avvia tutte le azioni di rimessa dell’Ungheria. L’Austria si sfilaccia e barcolla e sui titoli di coda i neo-entrati Priskin e Stieber confezionano il 2-0: assist del primo per il secondo che beffa Almer con un pallonetto morbido. Partita chiusa e festa ungherese.

Szalai

 

Mariano Messinese