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Ezequiel Garay

Se il da Luz è imbattuto in Europa da 12 partite un motivo ci sarà e stasera anche la Juventus ne ha fatto le spese. Il Benfica vince 2-1 l’andata dell’Europa League, trovando il gol vittoria quando la Juve, apparsa molto sotto tono nel primo tempo, sembrava in controllo della gara. Tra 7 giorni servirà una rimonta per non veder svanire il sogno di giocare la finale in casa.

Conte risparmia Barzagli non al meglio in difesa rimpiazzandolo con Caceres che completa il reparto davanti a Buffon insieme a Chiellini e Bonucci. A centrocampo sulle fasce giocano Lichtsteiner e Asamoah mentre in mezzo senza Vidal bloccato da noie al ginocchie, giocano Pogba, Marchisio e Pirlo. Davanti accanto a Tevez ritrova spazio dal primo minuto Vucinic preferito a Llorente. Assenze pesanti per il Benfica che deve rinunciare a Salvio, Gaitan e Silvio e in attacco accanto a Cardozo schiera Rodrigo e Sulejmani, a centrocampo c’è il baby talento Markovic, classe 94′. In porta da segnalare la presenza dell’ex Roma Artur.
La partita comincia come peggio non potrebbe per i bianconeri, al 2′ su calcio d’angolo Garay prende il sopravvento su Bonucci e di testa batte Buffon che non può respingere il pallone molto ben angolato. Il gol subito all’inizio è molto pesante per la Juventus, perchè i portoghesi possono impostare la partita come preferiscono, lasciando il pallone alla Juve che deve rimontare e provando a sfruttare gli spazi che per forza di cose si aprono. In un paio di circostanze è solo l’ultimo passaggio a mancare ai padroni di casa. La Juve nonostante cresca con il passare dei minuti non riesce a creare nessun pericolo alla porta avversaria.

Il secondo tempo comincia senza nessun cambio e con la squadra di Conte che prova a presidiare subito l’area avversaria, la prima occasione della serata arriva al 54′ quando un colpo di testa di Pogba impegna seriamente Artur, molto bravo in tuffo a deviare in angolo. Le prime sostituzioni arrivano dopo il 60′ con Almeida e Lima che entrano al posto di Sulejmani e Cardozo per il Benfica, mentre nella Juventus il primo ad entrare è Giovinco che prende il posto di Vucinic. Al 68′ è decisiva una chiusura di Pereira che evita il tap-in vincente di Marchisio, pronto a sfruttare un assist di Lichtsteiner. E’ il segnale che i padroni di casa sono calati e il gol bianconero è nell’area, che puntualmente arriva al 72′ grazie ad una giocata eccezionale di Tevez che salta Luisao e mette a sedere Pereira prima di ritrovare quel gol che in Europa gli mancava da 5 anni.
Negli ultimi dieci minuti Jorge Jesus si gioca la carta Cavaleiro al posto di Andre Gomes per cercare la vittoria, mentre Conte fa entrare Osvaldo al posto di uno stanchissimo Tevez. Il cambio offensivo sembra dare una scossa al Benfica, che inaspettatamente si riporta in vantaggio all’84’ con un bolide dal centro area di Lima, bravissimo Cavaleiro a fare velo e ad ingannare la difesa bianconero, un gol costruito dalla panchina con i cambi vincenti di Jesus. La Juve sotto choc per il gol subito rischia di subire la terza rete due minuti dopo con Markovic che con un tiro da fuori area sfiora il palo con Buffon battuto. Gli ultimi minuti regalano grandi emozioni, all’89’ è sul piede di Marchisio la palla del pareggio, ma il centrocampista bianconero tutto solo davanti ad Artur sbaglia in maniera clamorosa. Nel recupero è Chiellini ad avere una buona opportunita da ottima posizione, ma il difensore calcia malissimo. E’ l’ultima occasione di una partita che soprattutto nella ripresa ha regalato tante emozioni.

Ora la squadra di Conte per giocare la tanta agognata finale di questa Europa League tra le mura amiche dovrà rimontare il gol di svantaggio, allo Juventus Stadium bisognerà attaccare, ma non si potranno concedere molti spazi ai velocisti portoghesi, Markovic ha dimostrato di essere uno dei giovani più forti nel panorama europeo. Il Benfica dopo aver vinto il campionato con largo anticipo, ha tutta l’intenzione di centrare il bis in Europa a cui tanto aspirano anche i tifosi bianconeri.

Nell’altra semifinale è il Siviglia a mettere un piede già a Torino per la finale, al “Ramón Sánchez Pizjuán” il Valencia è battuto 2-0, una vittoria ampiamente meritata che anzi sarebbe potuta essere più ampia viste le tante occasioni create. Ora la squadra di Pizzi per sperare nella finale dovrà ripetere l’impresa dei quarti quando recuperò al Mestalla lo 0-3 subito dal Basilea.

Il Siviglia domina l’incontro fin dai primi minuto e passa in vantaggio al 33′ con una magia di M’Bia che di tacco risolve una mischia in area, gol in netto fuorigioco per il tocco di testa di un compagno in area che prolunga il cross proveniente dalla trequarti. Due minuti dopo è il colombiano Bacca a raddoppiare realizzando l’uno-due che manda a tappeto il Valencia, l’attaccante andaluso è bravo nel controllo su assist di Vitolo, a saltare il difensore avversario e a battere l’incolpevole Guaita. Prima dell’intervallo il portiere del Valencia evita il terzo gol con un grande intervento su colpo di testa di Fazio.
Nella ripresa sono sempre i padroni di casa a sfiorare il gol prima con Fazio, sempre di testa e poi con Bacca fermato ancora una volta da uno strepitoso Guaita. Il Valencia è pericoloso solo Edu Vargas che prima sfiora il palo e poi vede la traversa respingere un suo bolide. Troppo poco per meritare una finale europea.

Francesco Ragosta