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Sergio Ramos

Il Real Madrid vola in finale, ed è un volo meritato perchè all’Allianz Arena la squadra di Ancelotti ha travolto con un pesante 4-0 il Bayern Monaco con un primo tempo perfetto, attenzione e determinazione che hanno schiantato i bavaresi irriconoscibili e schiavi di un possesso palla inconcludente. Dopo 12 anni il Real tornerà a giocarsi una finale di Champions, a sperare in quella Decima che è diventata una vera ossessione negli ultimi anni.

Nessuna sorpresa nell’11 scelto da Ancelotti, in campo c’è la formazione tipo con Bale e Ronaldo nel tridente accanto a Benzema. Il centrocampo ad alto tasso tecnico è composto da Xavi Alonso, Modric e Di Maria con Isco che si accomoda in panchina. In difesa davanti al portiere di Coppa Casillas giocano Carvalho e Coentrao terzini con Sergio Ramos e Pepe centrali. Dall’altra parte Guardiola schiera un Bayern super offensivo, senza mediani e con tanta qualità alle spalle di Mandzukic. Giocano infatti Robben, Ribery e Muller sulla trequarti, il duo di centrocampo a proteggere la difesa (si fa per dire) è composto da Kroos e Schweinsteger, sulle fasce a spingere ci sono Lahm e Alaba con Boateng e Dante a proteggere Neuer.
Un inizio equilibrato con il Bayern che sembra aver paura di attaccare per non lasciare troppi spazi agli avversari, il Real invece fa un gran pressing per limitare il possesso palla dei tedeschi. Al 15′ il premio per l’atteggiamento dei blancos e che indirizza la semifinale arriva su azione da calcio d’angolo, Modric va a pescare Sergio Ramos che di testa impatta perfettamente e la mette nell’angolino lì dove Neuer non può arrivare. Non passano neanche cinque minuti e il Bayern innervosito dal gol subito fa un paio di brutti falli con Dante (ammonito) e Kroos, dalla punizione che nasce è ancora Sergio Ramos, sempre di testa a trovare il tempo giusto e a gonfiare ancora una volta la rete, lo spagnolo in 3 minuti in pratica trascina i suoi in finale, riscattando anche l’errore decisivo nei calci di rigore nella semifinale di 2 anni fa. Il Bayern prova a sfondare sulle fasce, ma ogni volta che la palla arriva al centro e preda di Pepe e Sergio Ramos, perfetti al centro. Il possesso palla così degli uomini di Guardiola è sterile, invece il Real ogni volta che ha la palla verticalizza e fa male, al 32′ Benzema lancia Bale che serve Ronaldo in mezzo, il portoghese davanti a Neuer non sbaglia e fa il tris che fa calare definitivamente il sipario sulla semifinale. Per Ronaldo è il 15° gol in questa edizione della Champions, record assoluto, battuti Messi e Altafini fermi a 14. Cristiano due minuti dopo sfiora il poker con un tiro incredibile da centrocampo fuori di pochissimo. L’unica brutta notizia di 45 minuti perfetti per il Real Madrid è l’ammonizione di Xabi Alonso, lo spagnolo ammonito sarà costretto a saltare la finale, un’assenza certamente pesante per Ancelotti. Un primo tempo in cui il Bayern è stato assente ingiustificato, sia in difesa, ma anche in attacco dove a parte una conclusione da fuori di Alaba non si è mai reso pericoloso.

La ripresa comincia con un cambio un po’ a sorpresa, Guardiola toglie Mandzukic e inserisce un centrocampista come Javi Martinez, l’attaccante croato è apparso un pesce fuor d’acqua nel sistema di gioco del tecnico spagnolo. I padroni di casa giocano più che altro per orgoglio e per cercare un gol che renda meno amaro il passivo. Il Real lascia fare, continuando però a giocare concentrati e senza concedere spazi negli ultimi metri. Ribery e Robben ci prova senza però impensierire più di tanto Casillas. Proprio il francese a 20 minuti dalla fine lascia il posto a Gotze, entra anche Pizarro al posto di Muller. Mentre Ancelotti toglie per non correre rischi inutili Sergio Ramos, che era diffidato e inserisce Varane. Proprio il neo-entrato Gotze va vicino al gol della bandiera al 76′ con un tiro che finisce alto di poco, stessa sorte poco dopo per una conclusine di Kroos. Nel Real ci sono dieci minuti anche per Isco e Casemiro che fanno rifiatare Di Maria e Benzema. Con il risultato già al sicuro, c’è qualcuno che non si accontenta mai, è Cristiano Ronaldo che cerca con insistenza la doppietta, dopo un paio di tiri fuori, su una punizione beffarda fatta passare sotto la traversa arriva il suo 16° gol stagionale in Europa. La ciliegina sulla torta blanca, una mazzata per Guardiola e per le sue idee di gioco.

Ancelotti riesce così a portare il Real Madrid in finale, missione sempre fallita da Josè Mourinho nei 3 anni sotto la sua gestione, sempre sconfitto in semifinale (da Bayern, Borussia e Real Madrid). I blancos ritornano a giocarsi la massima competizione europea dopo 12 anni, l’ultima volta fu a Glasgow contro il Bayer Leverkusen quando decise una magia di Zidane. L’ossessione della Decima non è mai stata così vicina dall’essere abbattuta. L’ultimo ostacolo sarà rappresentato da un vecchio nemico come Mourinho oppure ci sarà un derby tutto madrileno contro Simeone. Il Bayern si può consolare forse con una Bundesliga vinta già prima di cominciare, ma questa per Guardiola sarà sicuramente una battuta d’arresto difficilmente da digerire, non riuscire a migliorare quanto fatto da Heynckes non è certamente quello che si aspettavano i bavaresi. Da ricordare per il Bayern l’incessante supporto del proprio pubblico, applausi e cori per tutta la partita nonostante il risultato ampiamente negativo e compromesso già nei minuti iniziali.

Francesco Ragosta