CONDIVIDI

Jose Mourinho

Lo spettacolo al “Vicente Calderon” arriva dagli spalti, grazie allo strepitoso pubblico dell’Atletico, grande coreografia all’inizio e incessante sostegno alla propria squadra. In campo invece la prima semifinale di Champions non regala granchè, merito o colpa di Mourinho che pensa prima a non prenderle e sceglie un atteggiamento molto difensivo per la sua squadra. L’Atletico non riesce mai a trovare lo spazio per far male e la partita finisce con uno 0-0 che rimanda tra 7 giorni ogni decisione su chi andrà a giocarsi la finale a Lisbona, con la speranza che le due squadre regalano uno spettacolo degno dei propri tifosi.

Simeone rinuncia a David Villa e alle due punte schierando Diego trequartista alle spalle di Diego Costa. A centrocampo ci sono Raul Garcia e Koke sull’altra fascia, in mezzo agiscono Gabi e Mario Suarez. Dall’altra parte a guidare l’attacco del Chelsea c’è l’ex della gara Fernando Torres, Mourinho sceglie un atteggiamente prudente alle sue spalle con Ramires e Willian sulla trequarti ed a sorpresa sia Schurrle che Oscar in panchina, mentre Hazard non recupera dall’infortunio. Centrocampo a 3 con Lampard, Obi Mikel e David Luiz.
L’inizio è molto equilibrato, visti anche gli schieramenti scelti dai due tecnici, nessuno vuole scoprirsi per primo. L’Atletico comincia come sempre facendo tanto pressing riuscendo ad impedire le giocate del Chelsea che fa fatica ad uscire dalla propria metà campo. Il primo tiro in porta è di Koke al 14′ che direttamente da calcio d’angolo chiama all’intervento Cech che alza sopra la traversa, il portiere ceco però nell’occasione si infortuna colpito da Ramires ed è costretto a lasciare il campo alla riserva Schwarzer, 41 anni che ha giocato sabato in Premier una partita tutt’altro che priva di errori. Da sottolineare gli applausi del pubblico spagnolo al momento dell’uscita di Cech. L’Atletico manovra di più ed è in perenne possesso della palla, ma non riesce a creare pericoli seri alla porta avversaria, solo un tiro da fuori di Mario Suarez fuori di poco. I Blues che pensano soprattutto a difendersi si fanno vedere solo con un contropiede sciupato malamente da Ramires. Si chiude così senza troppi emozioni un primo tempo decisamente brutto con Mourinho che ha completamente bloccato la partita con l’atteggiamento tattico scelto per la sua squadra.

La ripresa comincia sulla falsa riga del primo tempo con l’Atletico che prova a rompere il muro degli ospiti, al 54′ un’uscita sbagliata di Schwarzer regala una buona palla a Diego, ma il tiro dell’attaccante brasiliano finisce tra le braccia del portiere australiano, rientrato in porta. Il primo cambio lo fa Simeone che al 59′ toglie Diego e inserisce Arda Turan che rientra dopo 20 giorni da un infortunio. Il Chelsea continua a giocare in maniera difensiva, per Mourinho arrivano però tre cattive notizie, Lampard e Obi Mikel diffidati si fanno ammonire e salteranno il rinnovo (stessa sorte per Gabi dell’Atletico) e dopo Cech anche Terry deve lasciare il campo per un infortunio, vista l’emergenza in difesa (Ivanovic è squalificato) al suo posto entra Schurrle con David Luiz che arretra in difesa e Ramires a centrocampo.
Nell’ultimo quarto d’ora l’Atletico prova ad aumentare lo sforzo per cercare il vantaggio. Raul Garcia non trova lo spazio da ottima posizione per far partire il suo tiro, Gabi su punizione chiama ad un intervento difficile Schwarzer. Ma la più grande occasione arriva sulla testa di Arda Turan, ma il turco spedisce la palla fuori di poco. Simeone prova il tutto per tutto, togliendo Mario Suarez e Raul Garcia per Sosa, trequartista ex Napoli, e David Villa. Le ultime occasione sono una punizione per il Chelsea all’89’ di David Luid dal limite dell’area, calciata alta dal brasiliano e un colpo di testa di Diego Costa per i padroni di casa finito tra le braccia di Schwarzer. Neanche i cinque minuti di recupero riescono a smuovere il risultato, finisce così senza reti il “primo tempo” di questa semifinale, molto tattica e poco spettacolare.

L’Atletico avrebbe meritato la vittoria per aver cercato con insistenza, anche senza avere tante occasioni, la rete del vantaggio. Lo spirito e la voglia dei Colchoneros si è andata però a scontrare con l’ottima tenuta difensiva del Chelsea. Allo Stamford Bridge le cose però dovranno per forza di cosa cambiare, Mourinho se vuole la finale può soltanto vincere e l’atteggiamento di stasera non basterà.

Francesco Ragosta