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Chelsea

E’ una domenica che rischia di cambiare la storia della Premier che sembrava destinata al ritorno verso Liverpool dopo 24 anni, invece i Reds perdono 2-0 in casa contro un Chelsea infarcito di riserve, ma pieno di stimoli dati da quel genio che è Mourinho, è soprattutto sua la vittoria, un capolavoro di tattica che forse non gli darà il titolo (deve sperare in un’altra caduta del Liverpool e in un passo falso del City), ma dà tanta autostima ed entusiasmo a tutto il gruppo in vista della sfida Champions contro l’Atletico di mercoledì.
Il favorito per portare a casa il titolare ora è sicuramente il Manchester City, dietro tre punti dal Liverpool ma con una partita da recuperare e con una differenza reti nettamente migliore

Partiamo dal raccontare lo spettacolo dell’Anfield dove Mourinho conferma di pensare proprio alla sfida contro i Colchoneros schierando una squadra piena di riserve e di giocatori indisponibili per mercoledì. In difesa davanti a Schwarzer ci sono Azpilicueta, Ivanovic, il giovane Kalas (difensore ceco classe 93′) e Ashley Cole. A centrocampo spazio agli squalificati d’Europa come Lampard e Obi Mikel e a Matic che come Salah non può essere utilizzato in Champions. Insieme all’egiziano a completare il tridente offensivo ci sono Demba Ba e Schurrle. Neanche in panchina Hazard, Oscar, David Luiz ed Eto’o. Anche Rodgers sorprende lasciando in panchina Sturridge inserendo un centrocampista in più come Lucas insieme ad Allen e Gerrard, il tridente d’attacco è composto così da Sterling, Suarez e Coutinho.
Dopo un inizio equilibrato con le due squadre che si punzecchiano con due tiri da fuori area rispettivamente di Cole e di Coutinho, la prima vera occasione arriva al 14′ ed è per il Liverpool con Sakho che dagli sviluppi di un corner calcia malissimo da dentro l’area piccola. Con il passare dei minuti sembra ripetersi la partita di Madrid con il Chelsea che si abbassa molto e pensa soprattutto a difendersi lasciando il possesso palla ai Reds che però non riescono a creare palle gol. Ma prima dell’intervallo succede l’incredibile, i Blues prima recriminano per un tocco piuttosto evidente con la mano di Flanagan in area su tiro di Salah, rigore ci stava e Mourinho lo fa notare dalla panchina. Poi nel secondo minuto di recupero un clamoroso scivolone di Gerrard spiana la strada a Demba Ba che tutto solo davanti a Mignolet non sbaglia e porta in vantaggio i suoi, l’errore del capitano è veramente grave, lui stesso prova a scuotersi andando a prendere subito il pallone dalla rete ed incitando i compagni.

Nei primi minuti della ripresa il Liverpool sembra ancora scosso dal gol subito, Rodgers prova a cambiare le cose inserendo Sturridge al posto di Lucas, al 59′ Allen ci prova con un tiro al volo respinto alla grande da Schwarzer. Mourinho risponde facendo entrare Willian al posto di Salah e subito sfiora il raddoppio con Schurrle autore di una grande azione personale, ma sulla sua conclusione è strepitoso l’intervento di Mignolet.

L’ultimo quarto d’ora è un assalto dei padroni di casa con Mourinho che inserisce un altro difensore come Cahill al posto di Schurrle per chiudere tutti gli spazi mentre Rodgers fa entrare addirittura anche Aspas al posto di Flanagan. I brividi per la porta di Schwarzer arrivano nel recupero con il 41enne portiere australiano decisivo in uscita su Skrtel e poi bravo a deviare in angolo la conclusione di Suarez. Il Liverpool è tutto davanti e una palla recuperata da Willian al 93′ apre il due contro zero con Torres che solo davanti a Mignolet concede il raddoppio al compagno brasiliano che suggella il 2-0 finale. La solita grande partita in fase difensiva del Chelsea, Mourinho ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei più grandi allenatori del mondo, ha raggiunto l’obiettivo che si era prefissato, vincere a Liverpool e far riposare tutte le sue star per la Champions. Il Liverpool che non perdeva proprio dal girone d’andata e dalla sfida contro Mourinho, il destino rischia di non essere più nelle mani di Gerrard e compagni.

Il Manchester City non si fa scappare il regalo fatto da Mourinho e vince 2-0 a Londra contro il Crystal Palace, alla squadra di Pellegrini basterà vincere le ultime tre partite per assicurarsi questa emozionante Premier, il match più duro arriverà sabato con la trasferta a Liverpool contro l’Everton, chissà se i Toffees riusciranno a fare un favore ai cugini.
I Citizens sbloccano la partita del “Selhurst Park” dopo soli tre minuti con un colpo di testa di Dzeko su cross di Yaya Tourè. L’ivoriano assoluto padrone del centrocampo, si inventa il secondo gol a due minuti dall’intervallo che mette al sicuro il risultato. Partito dalla sua metà campo dopo aver scambiato con Nasri e Dzeko si inventa un tiro all’incrocio imprendibile per Speroni. Il secondo tempo è di assoluto controllo per il City che sfiora anzi il terzo gol con Aguero in un paio di circostanze. Ora alla squadra di Pellegrini per vincere la Premier basterà quasi sicuramente vincere le partite che gli mancano (a pari punti conta la differenza reti e il City ha 8 gol di vantaggio con il Liverpool), come detto l’ostacolo più difficile sarà la partita contro l’Everton al “Goodison Park” poi Aston Villa e West Ham in casa difficilmente potranno mettere il bastone tra le ruote a Yaya Tourè e compagni.

Nell’altra partita disputata oggi è fondamentale la vittoria del Sunderland per la lotta salvezza, i Black Cats battono 4-0 il Cardiff, lasciano l’ultimo posto ai gallesi e fanno un triplo salto avanti arrivando al quart’ultimo posto agganciati al Norwich con 32 punti e una partita in meno dei Canarini. E’ una vittoria a forti tinte tricolori, oltre alla doppietta di Wickham infatti ci sono i gol di Borini su rigore e Giaccherini. L’episodio decisivo è stato proprio il rigore di Borini che ha fissato il punteggio sul 2-0 nell’occasione è stato espulso Cala e il Cardiff ha dovuto giocare tutto il secondo tempo in 10 uomini, troppo per una squadra oggettivamente debole e che sembra già diretta versa la Championship.

Francesco Ragosta