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Un pugno di minuti. Quel maledetto pugno di minuti, sette per la precisione. Tanti sono bastati alla Juventus per approfittare dell’errata valutazione di Hysaj e consentire a Khedira di battere un incolpevole Gabriel. Poi la Signora ha cercato solo di amministrare. E l’ha fatto bene, tranne in due o tre occasioni, la rete del Capitano Hamsik, il palo di Mertens, e prima ancora un paio di occasione che hanno visto quella maledetta vecchia Signora tremare ancora una volta. Alla fine un punto guadagnato, ma solo per Lei. Quei sette minuti costano caro al Napoli. Perché se ciò non fosse accaduto la Juventus non avrebbe avuto altre occasioni da concretizzare. In 90 minuti più di 70 sono stati appannaggio degli azzurri. A volte leziosi e a volte imprecisi. Ma ha ragione Sarri: un allenatore dopo aver visto la prova del Napoli non può essere deluso. E l’ha capito pure il presidente De Laurentiis: bravi ragazzi, gran bella partita.

Parliamo di altro? C’è ben poco da commentare. Fino a questo momento (aspettando l’Inter di stasera), l’unica “novità?” è l’addio quasi certo del Milan all’Europa. Il passo falso dei rossoneri a Pescara è di quelli che non t’aspetti. Il duo Paletta-Romagnoli si porta sulla coscienza due punti che fra otto giornate risulteranno determinanti. Per Montella, forse, l’addio alla panchina milanese: i cinesi, se mai arriveranno, non avranno gradito. E non solo loro. L’Atalanta fa sul serio e grazie ai suoi giovani talenti se lo merita davvero. Il Genoa non ha scusanti e se non fosse per il buon girone di andata, sarebbe invischiato seriamente nelle sabbie mobili della lotta per non retrocedere, dove solo il Crotone ci crede ancora.Tutto il resto è noia, come cantava Califano. Resta la Coppa Italia. Se mercoledì gli azzurri ripeteranno la gara fatta domenica sera al San Paolo, magari senza quel maledetto pugno di minuti e con un pizzico di buena suerte, due gol alla Vecchia sono alla portata di questa squadra. Sognare non costa nulla. Higuaìn? Il “Roma” ha titolato la mattina della gara “Vieni avanti Giudaìn”. Già, Giudaìn… Ma questa è un’altra storia. Al San Paolo riceverà sempre e soltanto fischi. Giustamente. I tifosi azzurri sono stati una rarità: fischi, decine di migliaia di fischi ad un uomo (?) convinto dai soldi e dalla fame di vittorie, ma non sarà determinante (lo avete visto in campo domenica sera al San Paolo?). Con la maglia del Napoli è diventato un re! Con quella bianconera è solo un ottimo attaccante. Ma questa è un’altra storia.