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Erwin Hoffer con la maglia del Napoli

Cos’era il Napoli prima di Cavani e Higuain, ovvero i due centravanti più forti di sempre in maglia azzurra? Difficile dirlo. Forse una squadra ambiziosa, sicuramente non aveva la sindrome di Peter Pan. Il Napoli voleva crescere e diventare grande. Ma, come insegnano i trattati di pedagogia, la strada per la maturità è preceduta dall’adolescenza, un sentiero accidentato e pieno di ostacoli. In questo periodo gli errori sono un compagno di viaggio. Accompagnano tutti. Anche le squadre di calcio.

JIMMY – L’errore del Napoli ha nome e cognome: Erwin Hoffer, centravanti austriaco approdato all’ombra del Vesuvio nell’estate del 2009. Per acquistarlo il ds Pierpaolo Marino sborsa 5 milioni. Molti, però, storcono il naso. In pochi lo conoscono. Si sa che viene dal Rapid Vienna e ha segnato valanghe di gol nella Bundesliga austriaca. Da quelle parti lo chiamano Jimmy, omaggio al sindacalista della mala Jimmy Hoffa. Insomma, non proprio un bel biglietto da visita. Ma qualcuno viene in soccorso del nuovo arrivato. Jakob Rosenberg, giornalista del magazine Ballestrer, si sbilancia: “Il Napoli ha messo a segno un grande colpo di mercato. Hoffer è il giovane più promettente del panorama calcistico austriaco. E’ un attaccante velocissimo, cinico sotto porta. Il dribbling non è il suo forte, fa del fiuto del gol la sua arma vincente”.

A BOCCA ASCIUTTA- In effetti, al debutto Hoffer timbra subito il cartellino. Entra nei minuti finali della partita di Coppa Italia contro la Salernitana e sigla il definitivo 3-0. E’ nata una stella? No, perchè somiglia tanto a una meteora: uno di quei frammenti che entrano per un attimo nell’orbita terrestre e poi spariscono. Infatti, a poco a poco, Hoffer si eclissa sempre di più dalla prima squadra. Alla fine del campionato, l’austriaco collezionerà appena 8 presenze, peraltro da subentrante, e 0 gol. Un flop. Eppure, sempre Roseberg aveva detto “ Caratterialmente è molto timido, non ama le luci della ribalta e la movida”. La soluzione è spedire l’austriaco altrove, dove le luci sono meno invasive. Valigie alla mano e biglietto in tasca, inizia così il lungo viaggio in prestito di Hoffer: prima Kaiserslautern, poi Eintracht, ancora Kaiserslautern, ma in Zweite Bundesliga. Dopo una fugace riapparizione a Napoli, viene ceduto definitivamente al Fortuna Dusseldorf. Attualmente gioca nel Karlsruhe.

LA LINGUA- Insomma, Hoffer fu il classico bidone del calciomercato. Tempo fa Pierpaolo Marino ha raccontato un curioso retroscena sull’attaccante austriaco:”Venne in Italia, ma non parlava nemmeno la sua lingua madre. Parlava un dialetto davvero particolare, quello della sua zona. Gli assegnai un insegnante lingua madre affinchè imparasse l’italiano. Questa donna, dopo la prima lezione, era sconsolata e mi diceva: “Ma che lingua parla questo? Non parla la mia lingua!” Chissà se Hoffer dava del “lei” alla sua prof., ma nel dubbio una cosa è certa: non dava del tu al pallone.

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Erwin Hoffer con la maglia del Napoli

 

Mariano Messinese