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Corsi e ricorsi storici: i francesi sbarrano ancora una volta la strada per Parigi ai tedeschi come nel’14. Tuttavia, stavolta a fare da sfondo non c’è la Marna, ma la splendida cornice del Velodrome di Marsiglia. Il risultato, però è lo stesso: la Francia batte la Germania 2-0, grazie alla doppietta di Griezmann, il figlio prediletto d’Oltralpe, e vola in finale contro il Portogallo. Punizione pesante per la Germania che si arrende con l’onore delle armi: la squadra di Loew ha avuto il merito di non mollare, ma anche il torto di incrociare sul suo cammino Le Petit Diable, al secolo Antoine Griezmann: talento purissimo e trascinatore della Francia targata Deschamps. Una piccola rivincita per il folletto: da ragazzino era emigrato in Spagna perchè nessuno lo voleva. Troppo gracile, dicevano. Ma stasera il “piccoletto” ha steso un gigante. Per giunta campione del mondo.

GRIEZMANN COLPISCE- Rivoluzione in casa Germania. Il ct Loew deve fare fronte alle assenze di Mario Gomez e Khedira, infortunati, e Hummels, squalificato. Si vira, quindi, verso il 4-2-3-1 con il rientro di Draxler sulla corsia di sinistra fin dal primo minuto. Nessun problema di formazione sul fronte opposto per Didier Deschamps che ripropone lo stesso undici vittorioso per 5-2 con l’Islanda. Francia indiavolata fin dalle prime battute. La Germania è frastornata dall’avvio aggressivo degli avversari e non riesce a ragionare. C’è solo la Francia in campo e al 6′ si rende anche pericolosa: serpentina di Griezmann in area e conclusione rasoterra, Neuer si allunga e salva i suoi. Passata la sfuriata, la Germania reagisce: inserimento di Can, cross per Müller che in estirada spedisce sul fondo. Ma è un campanello d’allarme per i padroni di casa: la Germania è entrata in partita. Infatti due minuti più tardi Emre Can impegna Lloris con un destro di controbalzo dal limite. Il Velodrome tira un sospiro di sollievo. Ma la Francia ne tira altri due al 26′: prima sulla conclusione volante di Ozil, respinta da Sissoko, poi sul tiro di Schweinsteiger,deviato in corner dal guantone di Lloris. Adesso la Germania avanza e fa paura, mentre  la Francia arretra sulle trincee, come aveva già fatto sulla Marna nel ’14. Griezmann suona la carica per la controffensiva al 41′, ma il suo mancino violento trova solo l’esterno della rete. Un minuto dopo però Giroud spreca tutto: solissimo davanti a Neuer si fa rimontare dall’intervento miracoloso e disperato di Höwedes. Ma all’ultimo tuffo della prima frazione di gioco, Schweinsteiger tocca la palla con la mano in area. Rizzoli non ha dubbi e decreta il calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Griezmann, il figlio prediletto di Francia, che non sbaglia. Al riposo padroni di casa avanti 1-0.

ANCORA GRIEZMANN- Avvio di ripresa tutto di marca francese: combinazione Giroud-Griezmann e conclusione deviata in angolo da Boateng. La Germania è un diesel e ci mette un po’ troppo a carburare. Poche idee e troppi errori in mezzo al campo. Loew gioca la carta portafortuna Götze al posto di E. Can. La Francia non soffre e raddoppia al 72′: Kimmich regala palla  a Pogba, cross al centro, uscita avventurosa di Neuer, la palla resta lì, Griezmann è il più lesto e insacca. La Germania furiosa reagisce con Kimmich: destro violento che si stampa all’incrocio dei pali. Ci prova anche Draxler a 75′ su punizione: palo sfiorato. La Francia rischia ancora: al 78′ Mustafi e Kimmich in area si ostacolano prima che l’ex Samp calci in curva. La Germania non molla e Höwedes non inquadra di testa sugli sviluppi di un calcio piazzato. Ultimi assalti disperati, ma Lloris nega anche il gol della bandiera agli avversari con un balzo prodigioso. Poi più nulla. La Francia è in finale. La Germania torna a casa. Ma a testa alta.

Antoine-Griezmann

 

Mariano Messinese