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La Polonia è un paradosso: accede ai quarti, risultato mai raggiunto prima,  con il peggior Lewandowski di sempre, cioè il suo miglior giocatore. Comparativi a parte, sono stati ribaltati tutti i pronostici della vigilia. finisce qui l’avventura della Svizzera, la favorita di questo ottavo di finale. Non basta la rovesciata di Shaqiri. L’ex interista pareggia la rete del solito Kuba e offre a Derdiyok la palla qualificazione fallita dall’attaccante di origine turca. Alla fine tocca a  Xhaka, che sbaglia dagli 11 metri, deporre la pietra tombale sulle ambizioni della nazionale di Petkovic

ANCORA KUBA- Seferovic vince l’unico ballottaggio della vigilia. Gioca lui, e non Embolo, come centravanti, con Shaqiri e Mehmedi a supporto. Nel 4-4-2 di Nawałka, tornano, dopo il turno di riposo, Piszczek, Błaszczykowski e Maczynski. L’attacco, come al solito, è affidato a Milik e Lewandowski, Passano 30” e Milik si divora l’1-0: pressing altissimo di Lewandowski che borseggia il pallone a Sommer, raccoglie l’attaccante dell’Ajax che, a porta vuota, spara altissimo. Incredibile. La Svizzera ringrazia, ma non si sveglia dalla siesta pomeridiana: al 5′ cross di Maczynski, stacco di Milik, parata semplice di Sommer. Timidi segnali di ripresa della Svizzera al 9′: incursione di Xhaka, inserimento centrale di Dzemaili e conclusione ciabattata sul fondo. Dopo i fuochi d’artificio iniziali, la partita si spegne lentamente. Poche emozioni e pochi tiri in porta. In compenso  tanto tatticismo. Anche perchè la posta in palio è alta. Al 28′ torna a farsi pericolosa la Polonia: corner dalla sinistra, Krychowiak salta indisturbato ma spedisce il  pallone in curva. La Svizzera arretra e la Polonia insiste: verticalizzazione di Lewandowski per Grosicki, tiro a giro alto. Continua il forcing degli uomini di Nowalka: Błaszczykowski pesca sul secondo palo Milik che non inquadra il bersaglio grosso. Meglio la Polonia. E non di poco.  Infatti al 38′ gli dei del calcio rendono giustizia ai polacchi: ripartenza di Grosicki che vince un contrasto con Behrami e apre il gioco sul fronte opposto, velo geniale di Lewandowski e palla a  Blaszczykowski che batte Sommer. Al 39′ Polonia avanti 1-0. Risultato legittimo e sacrosanto. Svizzera non pervenuta.

LA PERLA DI SHAQIRI- Troppo brutta per essere vera la squadra di Petkovic. Infatti nella ripresa la Svizzera parte con il piede schiacciato sull’acceleratore: al 46′ mischia in area di rigore, allontana Piszczek. Al 50′ grande azione della Svizzera che smarca Shaqiri: sinistro a giro, Fabianski ci mette i pugni. La Polonia si spaventa, ma non esita a ripartire, perchè gli avversari lasciano enormi spazi nella propria metà campo: al 53′ ancora Kuba ci prova, Sommer si rifugia in corner. Il furore svizzero si esaurisce presto e nemmeno gli ingressi di Embolo e Derdiyok (per Dzemaili e Mehmedi) sortiscono gli effetti sperati. La Polonia tiene bene il campo e soffre poco, solo su un calcio di punizione di Rodriguez: Superman Fabianski vola e devia in angolo. Ma è il segnale che è sveglia Shaqiri e compagni: al 78′, prima Embalo calcia a botta sicura, ma trova il piedone di Glik sulla linea, riprende Seferovic e palla sulla traversa.  E’ il preludio al pareggio che arriva all’83’; sponda sporca di Seferovic e rovesciata dal limite di Shaqiri. Fabianski non può nulla. Eurogol. In tutti i sensi. Al termine dei tempi regolamentari il punteggio è fissato sull’ 1-1.

ERRORE XHAKA- Tira aria di calci di rigore. Lo si intuisce subito: ritmi bassi e poca voglia di farsi male. Solo Shaqiri ci prova e al 112′ pennella sulla testa di Derdiyok la palla della qualificazione, ma Fabianski compie l’ennesimo miracolo di giornata. Ancora Derdiyok da zero metri non riesce a ribadire in rete al 117′. Nulla di fatto. Tutto rimandato ai rigori. Xhaka sbaglia e la Polonia vola ai quarti.