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L’Irlanda fa e disfa. Passa in vantaggio meritatamente con Hoolahan e poi regala il pari con l’autogol di Clark. Finisce 1-1 quindi la sfida tra Eire e Svezia. Ed è un buon risultato sicuramente per l’Italia, oltre che per la Svezia, dal momento che Ibra & compagni fanno meno del minimo sindacale per strappare un punto vitale in ottica qualificazione. I rimpianti sono tutti dell’Irlanda per la grande occasione sciupata, dopo aver controllato per larghi tratti il match.

MONOLOGO VERDE- Martin O’Neill disegna un 4-3-1-2 con Hoolahan trequartista a supporto del tandem d’attacco Walters-Long. Erik Hamrén risponde con un 4-4-2. In attacco, gli svedesi ripongono gran parte delle loro speranze nel genio di Zlatan Ibrahimovic che sarà affiancato da Marcus Berg. Bisogna attendere il decimo per vedere un tiro in porta: Hendrick scalda i guantoni di Isaksson. Meglio comunque l’Irlanda della Svezia. I pericoli per Ibra &compagni arrivano dalle palle inattive ed è una sorpresa, perchè gli svedesi sono la nazionale più alta del torneo. Ma l’Eire vince tutti i duelli aerei e al 16′ Isaksson può solo ringraziare O’Shea che non arriva puntuale all’appuntamento con la palla dopo la sponda di Clark. Ancora Irlanda pericolosa con una conclusione di Brady dai 20 metri che si alza di poco sopra la traversa. La Svezia non pervenuta. Ibrahimovic non incide e assiste al monologo “verde”: al 32′ Hendrick dalla media distanza centra in pieno la traversa a Isaksson battuto. Si va al riposo sul punteggio di 0-0, ma l’Eire avrebbe strameritato il vantaggio.

REGALO DI CLARK-La ripresa si apre com’era finito il primo tempo, cioè con l’Eire all’attacco: ancora Hendrick impegna Isakkson con un rasoterra velenoso. E’ il preludio al vantaggio dell’Irlanda: Coleman pennella al centro per Hoolahan che di prima intenzione batte Isaksson. Il gol subito scuote dal torpore la Svezia che nello spazio di 30” sfiora due volte il pari: prima Randolph si supera sulla deviazione di Clark, poi Forsberg ciabatta il tap-in curva. L’Eire si spaventa e la Svezia insiste: un paio di mischioni da paura davanti a Randolph gelano il sangue dei numerosi supporter irlandesi, ma in qualche modo O’Shea e Clark allontanano la minaccia. Hamrén aumenta i centimetri in attacco: dentro il pennellone Guidetti, fuori Berg . La Svezia mantiene alta la pressione: al 59′ Ibra si gira in area ma non trova l’angolo giusto. Ma ormai la partita è cambiata e la Svezia guadagna campo: al 72′ spunto di Ibra sulla fascia e cross in mezzo, Clark anticipa Guidetti e spedisce la palla alle spalle di Randolph. Parità ristabilita. Potere del gol subito: dopo la botta, l’Irlanda si scuote e attacca in massa. O’Neill si gioca anche la carta Robbie Keane. Ma ormai è troppo tardi, le energie sono insufficienti per spostare gli equilibri del match. Al triplice fischio finale, Irlanda e Svezia salgono a braccetto in testa al  girone. In attesa della sfida di stasera tra Belgio e Italia.

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Mariano Messinese