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La Spagna spreca tanto, rischia di finire sotto, ma poi vince grazie a un gol di Piquè su assist del solito Iniesta. Al Municipal di Tolosa le Furie Rosse piegano 1-0 una discreta Repubblica Ceca. Serve l’acuto di un difensore per sbloccare una partita complicatissima per la nazionale spagnola, nel giorno in cui gli attaccanti, Morata e Aduriz, deludono. Tanta amarezza invece nelle file della nazionale ceca, la squadra di Vrba si arrende dopo aver imbrigliato per 87′ Iniesta & compagni.

CECH SARACINESCA- Vicente del Bosque si affida al 4-3-3. In attacco c’è lo “juventino” Morata, supportato da Nolito e David Silva. Fabregas parte titolare a centrocampo, assieme a Busquets e Iniesta. Vrba invece opta per il 4-2-3-1. Necid è la prima punta, Rosicky il trequartista. Chiavi del centrocampo affidate al duo Plasil-Darida. Avvio intraprendente della Repubblica Ceca anche se De Gea non corre grossi pericoli. I Campioni d’Europa lasciano sfogare Rosicky e compagni, poi prendono le contromisure e sfiorano il gol con Morata che conclude in area piccola su invito di Silva, ma trova l’opposizione di Cech. La Spagna però non decolla. Tanto possesso, poche conclusioni e soprattutto una fatica bestiale nel traslocare palloni pericolosi  negli ultimi venti metri avversari. Il merito è soprattutto di una Repubblica attenta e ben disposta in campo da Vrba. Se i rifornimenti latitano, tocca quindi a Morata inventarsi qualcosa: l’attaccante bianconero al 29′ si gira in fazzoletto e incrocia sul secondo palo, ma ancora una volta il guantone di Cech nega il vantaggio alle Furie Rosse. Sui titoli di codi del primo tempo, la Spagna alza la voce e impegna Cech, prima con Jordi Alba e poi con David Silva. Ma il punteggio non cambia e si va al riposo sullo 0-0.

DECIDE PIQUE- Ripresa con la Spagna all’arrembaggio: dopo 40” Iniesta sventaglia in avanti per Morata che entra in area e cerca Silva, ma trova invece la deviazione di Hubnik che devia sul palo. Sul calcio d’angolo successivo, Cech respinge il tiro di Nolito e immola il suo piedone  sul tap-in di Sergio Ramos. Nulla di fatto quindi: dalle parti del portierone dell’Arsenal non si passa. Ma la Spagna adesso fa sul serio mentre la Repubblica Ceca annaspa e prova a rendersi pericolosa con Hubnik che in estirada, sugli sviluppi di un calcio piazzato, chiama De Gea al primo intervento degno di rilievo. Del Bosque intanto azzarda il primo cambio: fuori, a sorpresa, Morata, dentro Aduriz. La Spagna però cala e la Repubblica Ceca prende coraggio: al 65′ Gebre Selassie prende l’ascensore per il piano superiore e scavalca De Gea, ma sulla linea Fabregas salva tutto. Lo spavento rianima la Spagna che pianta le tende nella metà campo avversaria: ma di fronte al muro di maglie bianche non resta che la conclusione della media distanza con Jordi Alba che non inquadra il bersaglio grosso. Aduriz si segnala solo per un colpo di testa, la specialità della casa, che non lascia tracce. La Repubblica Ceca tiene: anche perchè  quando Cech non può fare nulla, ci pensa Limbersky con un intervento chirurgico a strozzare in gola l’urlo di gioia di Thiago Alcantara al 79′. Se gli attaccanti marcano visita, tocca a un difensore, Piquè, togliere le castagne dal fuoco: è suo il colpo di testa che regala la vittoria alla Spagna all’87’. All’ultima curva la Repubblica Ceca sembra alzare bandiera bianca. Ma non è così: perchè al 92′ Darida da ottima posizione si vede respingere la sua conclusione da De Gea. Poi più nulla. La Repubblica Ceca esce a testa alta. La Spagna invece vince, ma non convince.

Mariano Messinese

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