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STORIA- C’è molto più feeling con gli Europei che con i mondiali. La Repubblica Ceca si è qualificata per la sesta volta consecutiva alla competizione continentale. Il pass è stato staccato senza schiacciare troppo il piede sull’acceleratore. Ritmo alto ma non trascinante, comunque sufficiente per dare le spalle alla sorprendente Islanda e alla Turchia. Al resto ci ha pensato l’Olanda più deludente (o quasi) di sempre. Solo coreografica la presenza di Lettonia e Kazakistan.

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GIRONE– Di ferro. La Repubblica ceca affronterà i campioni in carica della Spagna, l’ambiziosa Croazia e la Turchia, mina vagante del girone.

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LA SQUADRA– Si scrive Repubblica Ceca, si legge Sparta Praga. E’ infatti la squadra più titolata del campionato nazionale a rappresentare la colonna portante della rosa. Gli altri, con la significativa eccezione di Rosicky e Cech, militano in tornei meno interessanti, come la Super Lig turca. Il tecnico Vrba dovrà quindi far dell’autarchia una virtù. Probabilmente si affiderà al 4-2-3-1. In porta Cech, centrali di difesa Suchy e Limbersky, sulle corsie Kadlec e Selassie. Linea mediana formata da Kolar e Darida, fantasia al potere con le mezzali Sural, Lafata e Vydra, sperando di recuperare in tempo Rosicky. Unica punta Necid, attaccante del Bursaspor.

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LA STELLA- Sono lontani i tempi della generazione d’oro, anzi biondo platino, in onore della capigliatura cromatica di Nedved. Il movimento calcistico ceco è cresciuto tanto a cavallo tra gli anni 90 e il 2000. Ultimamente però è entrato in un vicolo “ceco”. Pochi i talenti espressi dal calcio nazionale. Non resta che affidarsi a uno degli ultimi superstiti dei bei tempi andati, ovvero Tomas Rosicky. Il centrocampista ex Arsenal potrebbe disputare il suo ultimo europeo con la maglia della sua nazionale. Giocatore geniale, spesso condizionato dai tanti infortuni, è l’unica carta a disposizione di Vrba per smentire pronostici che relegano la Repubblica Ceca nel novero delle comparse.

PRONOSTICO– Un vaso di terracotta costretto a viaggiare tra vasi di ferro. Manzoni definirebbe così la Repubblica Ceca. Scarse le possibilità di superare il girone. Spagna e Croazia sono di un altro pianeta. Anche la Turchia sembra avere qualcosa in più. La corsa della nazionale di Vrba dovrebbe interrompersi dopo le prime 3 partite.

MARIANO MESSINESE