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Doveva essere un tranquillo martedì di sport, invece Napoli- Inter si è trasformata in una bufera mediatica. I fatti sono ormai noti, è superfluo ricordarlo, c’è però da fare una riflessione ampia dopo i fatti di Napoli. Senza voler entrare nella volgare polemica su chi tra Sarri e Mancini abbia ragione,  bisogna dire con forza che le parole, chiunque le pronunci hanno un peso; spesso le parole feriscono più dei gesti, perché vanno a toccare l’animo umano che è fragile, soprattutto se si vive una situazione di “diversità” sociale. Sono condannabili le parole di Sarri, certamente fuori luogo, ma anche Mancini ha rincarato la dose, andando ad alimentare una polemica che poteva terminare sul nascere, anche perché Sarri si è subito scusato pubblicamente; dipingerlo ora come un mostro, è francamente ridicolo, i media ci stanno marciando su,forse non aspettavano altro . Fa bene chi dice che un episodio come quello capitato tra i due tecnici al San Paolo è di ordinaria amministrazione nel mondo del calcio, ordinario però non vuol dire giusto. Siamo tutti degli ipocriti, lo siamo perché predichiamo i valori dell’uguaglianza e della libertà, valori che cerchiamo di inculcare soprattutto nelle nuove generazioni che crescono, però all’atto  pratico poi siamo superficiali e tolleranti, e liquidiamo il tutto con la classica frase: sono cose che succedono! Se vogliamo crescere come popolo e come uomini, dobbiamo smetterla di predicare bene per poi razzolare male. Il mondo del calcio deve crescere e fare un salto di qualità, perché il calcio raggiunge miliardi di persone e deve essere da esempio, gli addetti ai lavori devono essere consci di tutto ciò. Le parole hanno un peso, sempre.

Vincenzo Torino