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(fonte internet)
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Ronaldo contro Maldini,Shevchenko contro Zanetti, questi fino a pochi anni fa erano i duelli tipo che si potevano ammirare nel derby della madonnina. Nel 2015, è possibile ammirare la “classe” di Medel e la “disciplina tattica” di Menez,questo, solo per citare alcuni imbarazzanti protagonisti di quello che dovrebbe essere lo specchio del nostro campionato. Forse non è un caso che nell’anno dell’Expo (la preparazione è stata un disastro) le due squadre milanesi stiano lottando per restare nella parte sinistra della classifica,ma parlare di fallimento stagionale è un errore, la situazione attuale è solo il continuo degli ultimi rovinosi anni. Paradossalmente, il declino dell’Inter è iniziato quando ha toccato il punto più alto della sua storia, era il 22 maggio del 2010 e Zanetti aveva appena alzato la coppa dalle grandi orecchie. Dopo quella fantastica notte, l’Inter non è stata in grado di rinnovarsi,dopo soli cinque anni la squadra è stata smantellata, è vero, l’età media degli uomini di Mourinho era molto elevata, ma quello che si imputa alla società,è stata la mancanza totale di programmazione e di rinnovamento. L’Italia è questa, fin da bambini ci insegnano che il risultato immediato è più importante di quello futuro, ci insegnano che l’oggi è più importante del domani, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti (il calcio è solo la proiezione del paese). Passando ai “Diavoli rossi”, la situazione non migliora, Berlusconi dopo anni e anni di grandi investimenti ha chiuso i rifornimenti, Galliani cerca di fare quello che può in sede di mercato, ma alla fine a milanello arrivano solo pallide imitazioni dei campioni del passato. Inzaghi sicuramente avrà pensato di aver fatto un errore quando ha lasciato la comoda panchina della primavera per accomodarsi su quella sgangherata della prima squadra; per di più l’immagine di Inzaghi è ai minimi storici,superpippo non viene più ricordato come l’eroe di Atene, adesso lui è solo il colpevole di questa situazione, anche la riconoscenza come la programmazione non fa parte della nostra mentalità. La notizia di questi giorni, è quella di un possibile passaggio del Milan nelle mani di Mister Bee, un po’ come ha fatto Moratti con Thohir, adesso Berlusconi cerca il “magnate” di turno per poter scaricare la patata bollente, i tifosi sono alla mercé di una situazione più grande di loro,il calcio non è più uno sport, dimentichiamo i valori e accettiamo la realtà, il calcio è diventato solo business e il risultato sportivo alla fine è solo il contorno di tutto il resto.  Le ultime giornate saranno certamente avvincenti, il duello per il nono posto è ufficialmente iniziato, il derby era solo uno step,adesso inizia la scalata. Che amarezza!

Vincenzo Torino