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Groenlandia - panoramica

Sarà che il freddo ha preso oramai piede, sarà che voci di popolo riferiscono che Babbo Natale stia già scaldando la slitta in vista della notte di Natale, ma … il pensiero alla bianca Groenlandia mi sorge spontaneo. In primis, perché mi chiedo: se qui, in mezzo a terre miti e donatrici di estati torride, l’avvento del freddo predispone naturalmente a bestemmie e improperi, come se la passano da quelle parti? Insomma, come reggono l’impatto con la stasi del gelo perenne? Il loro segreto qual è: ipertermia genetica? yoga? bevande calde offerte dagli alieni??? In secondo luogo, non potevo non pormi un ulteriore amletico quesito: il calcio si gioca anche lì? Beh … sulla prima domanda giungerà in mio soccorso qualche luminare della scienza, impietosito dal mio dubbio esistenziale. Ma per quanto riguarda la seconda … ebbene sì: il calcio vive anche lì. E, forte dei sogni degli appassionati, presenti anche in loco, reclama un suo sacrosanto riconoscimento, facendo a sportellate con un clima ingeneroso e con la conseguente mancanza di strutture adeguate alla sua pratica, quanto meno per ciò che è richiesto a livelli agonistici. Pare proprio che il nome “Green Land”, di chiara matrice britannica, funga quasi da beffa: eppure la Groenlandia, enorme isola soggetta alla giurisdizione danese, è terra verde dotata di una vegetazione rigogliosa … Peccato che questo aspetto da sogno duri per un periodo circoscritto dell’anno, poiché che per lunghi mesi essa è letteralmente ricoperta da ghiaccio e neve, inevitabile contorno del cupo clima artico. Ma, signori miei, parliamo pur sempre di una terra leggendaria, che ha generato i miti dei vichinghi ed esportato fiabe uniche nel genere. Per cui, a ben pensarci, era inevitabile che uno sport leggendario come il calcio vi trovasse terreno fertile.

partita di calcio 1

La federazione calcistica groenlandese è sorta nell’anno 1971. Oltre a gestire la selezione  nazionale (esistente dal 1989 ed attualmente guidata dal C.T. Jesper Grønkjær),  regolamenta il campionato locale, noto ai più (per ovvie esigenze di sponsorizzazione) come “Coca Cola GM”. Tuttavia, non gode di alcun genere di riconoscimento, né in ambito FIFA né a livello di federazioni continentali. Tale fattore impedisce alla nazionale di partecipare a competizioni internazionali ufficiali, e la esclude automaticamente dalle stesse qualificazioni alla FIFA World CUP. A contribuire a questa limitazione vi è di certo la mancanza di un campo in erba naturale, con tanto di strutture pertinenti. Fanno da eccezione esibizioni amichevoli, come contro le Isole Fær Øer, o partecipazione a tornei non patrocinati dal Governo mondiale del calcio, come la “FIFI Wild Cup”, torneo riservato a Nazioni non riconosciute, oppure gli “Island Games”, giochi sportivi riservati a selezioni isolane, tra cui si registra la presenza di Gibilterra, Bermuda e Rodi.

partita-con-campo-allagato

Tutto questo, però, non scalfisce l’elevata popolarità di cui gode il calcio: infatti, esso può contare su circa 5.000 tesserati, tra uomini e donne (dato non trascurabile, se raffrontato con il numero complessivo di abitanti); comprensibilmente, si tratta di persone che hanno già un lavoro, solitamente come pescatore o ingegnere. Le compagini più titolate hanno sede nella capitale Nuuk e sono il Nuuk IL, il Boldklubben 1967 ed il GSS Nuuk. Da queste parti, l’idolo delle tifoserie risponde al nome di Niklas Kreutzmann, la cui storia è emblematica di chi, con ostinazione, lotta per i propri sogni: partito dai freddi ghiacci artici è riuscito ad approdare all’Aarhus Fremad, in terza divisione danese. Ma non possiamo non citare anche lo stesso C.T. della nazionale biancorossa,  Jesper Grønkjær, ala talentuosa ed ex pilastro di squadre come Ajax e Chelsea, del quale si registrano anche presenze nella nazionale danese.

john-kreutzmann

Ciò detto, si potrebbe paradossalmente affermare che, se dalle nostre parti le quattro stagioni non esistono da un pezzo, in Groenlandia è come se non fossero mai esistite, lasciando spazio ad un unico grande inverno, intervallato da poche settimane di clima più mite (e come tale è da intendersi un clima di 14/15 gradi diurni). Ed è in quel breve lasso temporale che bisogna necessariamente approfittare per giocare il campionato di calcio. Tant’è che esso vive di un breve ed intenso sussulto, della durata di pochi giorni (di solito 7), normalmente durante il mese di luglio. A fronte delle numerose squadre pronte ai nastri di partenza (una settantina circa, numero più numero meno …), esso ha il suo culmine in una piccola competizione di poche squadre, ossia quelle sopravvissute alla fase preliminare. Chi vince può fregiarsi del proprio status di campione per i restanti 300 giorni e passa dell’anno (e almeno questo concediamoglielo …). Arrivare alla vittoria comporta enormi sacrifici, come l’affrontare faticosi match in terreni argillosi e sabbiosi, spesso allagati. Significa combattere anzitutto contro un clima impervio, non di rado con divise ed equipaggiamenti dal sapore vagamente fantozziano. Fortunatamente, in tempi recenti, hanno cominciato però a diffondersi campi in erba sintetica (parziale consolazione rispetto all’handicapdovuto alla completa mancanza di campi in erba naturale).

mister jesper

Ad ogni buon conto, la storia calcistica della Groenlandia è ulteriore conferma di come il calcio sia uno sport che non tema confini di alcuna sorta, giungendo prepotentemente anche nei luoghi più impensabili.

E, senza dubbio, il fascino fiabesco di questa immensa isola artica è talmente forte da richiamare l’attenzione di personaggi calcistici di enorme levatura, come il teutonico Sepp Piontek, C.T. della nazionale groenlandese nel corso del biennio 2000-2002 (e nel cui pedigree si annoverano clubcome Werder Brema e St. Pauli, nonché nazionali come Danimarca e Turchia), o il francese Robert Pirès, ex calciatore dell’Arsenal, che in tempi recenti si è pre­sentato da que­ste parti con una sele­zione di vec­chie glo­rie fran­cesi per affrontare la nazionale dell’isola (per la cronaca: nell’occasione si è registrata una sonora sconfitta per la compagine gallese …).

Insomma, anche in questo gelido angolo del mondo ci si può divertire. E sognare …

 

Francesco Favarulo