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 Stadio Garrison Field, Isole Scilly: è una tiepida domenica di sole, ed è in corso un accesissimo match tra le due formazioni più rappresentative della Isles of Scilly Football League, ovvero i Woolpack Wanderers e i Garrison Gunners. L’esito del match, a dispetto delle distensive dichiarazioni del pre-partita, condizionerà, in positivo o in negativo (a seconda del risultato finale), l’attesa per il turno successivo, al quale ambedue le compagini sono chiamate a prepararsi nel migliore dei modi. In fondo, in palio, vi è la vittoria del campionato. Quale sarà questo turno successivo? Semplice: Garrison Gunners e Woolpack Wanderers… No, non si tratta di un errore di battiture di questo povero scrivano. Battute a parte, infatti, stiamo parlando del più piccolo campionato di calcio al mondo, denominato Lioness Shield, che si disputa annualmente nel piccolo arcipelago delle Isole Scilly, situato a 45 km dall’estremo sud-ovest della costa anglosassone.

 Isole Sclilly

Questo particolare campionato di calcio, dal sapore fiabesco ha, a dispetto dei suoi confini circoscritti, i propri albori in decenni lontani, ed originariamente prevedeva la partecipazione anche di altre formazioni, tra cui svariate rappresentative della Gran Bretagna meridionale. Dal 1984, però, ha acquisito la sua conformazione definitiva, nonché attuale, riducendosi ad un eterno derby tra le due formazioni più rappresentative. Entrambe le compagini danno vita a questo eterno derby, che si trascina per 16 turni nel periodo novembre – marzo.

 Azione di gioco 1

Il sapore rustico della rappresentazione è fatto di immagini ed aneddoti che richiamano inevitabilmente i ricordi della nostra infanzia, quando non avevamo remore nel crederci dei Van Basten o dei Maradona, mentre ci sbucciavamo le ginocchia in campi talmente impraticabili da sembrare dei percorsi di guerra, oppure per le strade o nei vicoli (e chi non ha mai rotto un vetro con una pallonata, suscitando le ire e gli anatemi della sfortunata vecchietta di turno, abbia il coraggio di farsi avanti …). Solo che, da spettatori, viviamo quei ricordi proiettandoli sulle gesta eroiche degli indomiti calciatori delle suddette. Dal canto loro, questo si ritrovano a vivere i sogni comuni a chiunque calci un pallone (il bello del calcio è anche questo: regalarti un sogno nel momento stesso in cui indossi un completino da gioco e dai i primi calci al pallone…). Il calciomercato è senza alcun dubbio l’aspetto che meglio rende l’idea di ciò che stiamo raccontando: anzi, chiamarlo “calciomercato” sembra quasi una simpatica forzatura dal restrogusto vagamente provocatorio. Ciò perchè esso si svolge in maniera decisamente pratica e primordiale: al pari di quanto accadeva nelle “drammatiche sfide” della nostra infanzia sportiva, i due capitani scelgono gli elementi chiamati a comporre il loro team. Tuttavia, al fine di non creare eccessivo squilibrio tra le fazioni contendenti, i due “top player” di questa simpatica lega (pare si tratti dell’assistente cuoco e dell costruttore di barche dell’isola), si alternano puntualmente ogni inizio stagione, nell’una o nell’altra squadra, in modo che non esista una sola potenziale favorita al titolo.

Come si è potuto intuire, i giocatori svolgono, nel corso dell’anno, lavori assolutamente comuni: fioraio, macellaio, pescatore, falegname o fioraio. Per cui il campo di calcio è per loro anche un sano momento di evasione.

 Azione di gioco 2

Oltre al campionato tradizionale, le due squadre si contendono ogni anno anche la Charity Shield, in Novembre, che inaugura la stagione; la Wholesalers Cup (ossia la coppa nazionale); e la Foredeck Cup, ossia la Coppa di Lega, con andata e ritorno. Non dimentichiamo poi il big match del giorno di Santo Stefano, atto a scoprire i campioncini, futuri membri delle due compagini, nel tradizionale scontro tra i giovani e le vecchie glorie della Isles of Scilly Football League.

Campo di calcio

Il campo di calcio utilizzato si trova nell’isola di St.Mary, che fa da teatro ad eccitanti sfide tradizionalmente disputate la domenica a partire dalle 10:30. In realtà, ma la cosa non vale a sminuire il fascino di questa storia, si tratta di un terreno di gioco che ha tutto ciò che ricorda un tradizionale campetto di periferia, in cui l’amletico quesito su chi gioca in casa e chi in trasferta si svuota di ogni valore. Ciò che conta è presentarsi al campo all’ora fissata per la partita. Anche si sono abbondantemente superati i sessanta di età, come per il centrocampista Chase Wood, attualmente il più anziano del campionato.

Ah, per dovere di cronaca: il direttore di gara è sempre lo stesso. Ed è lui ad occuparsi della tracciature delle linee del campo.

Francesco Favarulo