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Nazionale Gibilterra

“… sì ch’io vedea di là da Gade il varco folle d’Ulisse, e di qua presso il lito nel qual si fece Europa dolce carco.” E’ così che Dante, in ascesa tra le stelle del Cielo cristallino, descrive l’attimo in cui l’Odisseo varca le soglie del mondo conosciuto, note alla letteratura classica come “Colonne d’Ercole”. Tradizionalmente collocate in corrispondenza della Rocca di Gibilterra, esse non esprimono solo un concetto di matrice geografica, essendo altresì metafora rappresentativa di limiti invalicabili per l’essere umano, se non ad alto rischio e pericolo. Ebbene, chi come me è follemente innamorato del calcio, non può non scorgere in questo sport la vera essenza dello spirito ulissiaco, quella innata forza di andare al di là di qualsiasi confine o archetipo cui siamo abituati. Il calcio sa rendersi infinito, tanto da non arrestarsinemmeno di fronte al non plus ultra scelto da Ercole. Per cui, esso non è solo Italia, Spagna, Germania o Brasile; è di più. Il calcio possiede una straordinaria energia evolutiva, attecchendo ovunque si verifichino le condizioni per una sua genesi ed un suo sviluppo; al punto da ritrovarcelo in ogni dove, anche negli angoli più inaspettati del pianeta. Perfino in quel minuscolo frammento di terra, su cui tanto si è scritto nei secoli passati, e che sembra unire l’Europa col continente africano. Perfino in quell’antichissimo possedimento britannico sorto ai margini della terra iberica.

           Stretto di Gibilterra

Gibilterra, a dispetto dei suoi confini circoscritti, ha nel suo piccolo una tradizione calcistica di tutto rispetto. Tra l’altro, in tempi recenti, è balzata alle cronache per essere stata ammessa, per la prima volta, a partecipare, con una propria nazionale, alle qualificazioni per gli Europei che nel 2016 si disputeranno in Francia. Di certo, l’esordio non è stato dei più felici (i 7 ceffoni rimediati da Podolski e co. fanno ancora rumore …); e, comunque, non è difficile prevedere epiloghi analoghi, nel corso del cammino all’interno del girone. Tuttavia, ciò non vale minimamente a far scemare, in questo piccolo Paese, l’entusiasmo per lo sport più bello del mondo.

Gibilterra Polonia (1 foto)  Gibilterra Polonia (2 foto)

La popolazione locale conta a malapena 30.000 anime, ma il calore della gente per i propri beniamini non manca di certo. Fondata nel 1895, la Federcalcio di Gibilterra ha l’onore di essere una delle più antiche del mondo. Addirittura si hanno notizie di un locale club di calcio esistente già nel lontano 1892, ossia il Prince of Wales FC. Il primo campionato si è svolto nel 1907, anno fino al quale la sola competizione esistente era la Merchants Cup, il cui trofeo era donato ogni anno dalla comunità mercantile di Gibilterra; ed è stato proprio il team del Prince of Galles a conseguirne la prima vittoria in assoluto.Solamente nel 2013 si è però giunti, e non senza polemiche,  all’affiliazione di Gibilterra da parte del Comitato UEFA. Si è trattato di un momento epocale, che sembrava impossibile da raggiungere, dati i persistenti veti posti dalla Spagna e Bielorussia cui la posizione avversa della FIFA rispetto ad un formale riconoscimento della federazione di Gibilterra. E proprio nel 2013 la nazionale gibilterrese si è regalata un primo risultato degno di nota, conseguendo un pareggio a reti inviolate contro la Slovacchia (seppur quest’ultima non schierasse, per l’occasione, gli uomini migliori).

 Gibilterra Slovacchia

Meno fortunata la sfida successiva con le Far Oer, conclusasi con un perentorio 1 a 4. Molto meglio il 26 maggio 2014, in occasione della sfida contro l’Estonia, conclusasi sull’1-1, ideale prologo alla storica vittoria contro Malta per 1-0, con gol del centrocampista Kyle Casciaro. A proposito di quest’ultimo, il cui nome sarà sempre sigillato negli annali del calcio, a memoria dell’impresa realizzata, è il minore dei tre fratelli Casciaro.

        Gibilterra (esultanza)

Assieme agli altri due fratelli (l’attaccante Lee ed il difensore Ryan), oltre a condividere una onorevole militanza nella nazionale maggiore (curiosità: la nazionale maggiore gibilterrese è la sola al mondo ad annoverare nelle sua fila tre fratelli), gioca anche nella medesima squadra di club, ossia il                       Lincoln FC, con cui si fregia di trionfi in campionato, ma anche nella Rock Cup (ossia la coppa nazionale) e nella Pepe Reyes Cup (competizione, quest’ultima, che mette di fronte la squadra vincitrice del campionato e quella della Rock Cup).

La Premier League di Gibilterra annovera 8 squadre, e si coordina con altre due serie, attraverso sistemi di promozione e retrocessione. Il solo ed unico impianto calcistico presente sul territorio è lo stadio Victoria, situato in una cornice decisamente suggestiva: a nord c’è l’aeroporto, mentre è una spettacolare montagna a far da cornice allo stadio. Un luogo unico in cui giocare e assistere alle partite. Un luogo unico in un contesto unico, puro, distante dagli stress e interessi economici delle grandi potenze calcistiche. Un luogo destinato a non partorire grandi nomi. Ma non per questo non in grado di regalare sogni.

Greene festeggia cin i tifosi lo 0-0 ottenuto contro la Slovacchia nella prima sfida ufficiale disputata

Stadio Gibilterra

Francesco Favarulo