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Il Brasile vince la partita inaugurale contro la Croazia 3-1. Un risultato bugiardo per quello che si è visto in campo, decisa da una svista arbitrale che ha condizionato la gara.
La prima immagine fa subito il giro del mondo: Thiago Silva, il capitano della selecao, entra con le lacrime per l’emozione incontenibile dell’esordio mondiale. Il Brasile entra in campo tenendosi uniti con la mano sulla spalla. Momento emozionante è l’inno brasiliano che non termina con la musica ma continua con una strofa cantata solo dai giocatori e da tutto lo stadio di San Paolo. I croati sembrano molto freddi e concentrati sulla partita. Infatti dopo pochi minuti Olic rischia subito di fare gol ma il suo colpo di testa termina di poco a lato. È solo l’avviso del gol che arriva poco dopo: Olic mette al centro, Jelavic sfiora e Marcelo insacca nella propria porta. Incredibile ma vero la Croazia è in vantaggio contro il Brasile nella partita inaugurale di San Paolo. Dopo lo svantaggio il Brasile si scuote con un Oscar scatenato. Al 27′ arriva il pari: Neymar supera due avversari e lascia partire un sinistro che bacia prima il palo e poi finisce dietro le spalle di Pletikosa. È l’apoteosi del popolo brasiliano. Dopo il pareggio il Brasile rischia il vantaggio sempre con Neymar che mette al centro, Lovren allontana nei piedi di Oscar che tira a botta sicura ma uno strepitoso Pletikosa dice di no.
Nel secondo tempo la partita non ha molti spunti. La Croazia gestisce la palla e il Brasile prova a scuotersi senza però riuscirci. Nel momento migliore della Croazia l’episodio che cambia il match: Fred viene atterrato in area. Per l’arbitro giapponese è rigore; il replay mostra che la decisione dell’arbitro è errata. Sul dischetto si presenta Neymar che non sbaglia e porta in vantaggio il Brasile. Nel finale la Croazia rischia più volte il pari ma in contropiede Oscar chiude la partita con un tiro di punta che sorprende Pletikosa. Per il Brasile è il primo successo in questo Mondiale. Una vittoria sofferta e forse non meritata ma un risultato che vale oro.
Luigi Iervolino