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Football leader

Nella straordinaria cornice di Amalfi e del Grand Hotel Il Saraceno, si svolge Football Leader, il premio organizzato dalla Dgs Sport&Cultura in collaborazione con l’Aiac e l’Eventualmente Agency. La kermesse è nel cartellone dei Grandi Eventi, promossi dell’Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania, in virtù del gemellaggio con il Premio Penisola Sorrentina-Arturo Esposito. Si è tenuto il convegno AIAC (Assoallenatori) con Renzo Ulivieri, presso Il Museo dell’Arsenale di Amalfi (www.museoarsenaleamalfi.it). Il titolo è “L’Italia verso i Mondiali”. Moderatore del convegno Gianluca Gifuni. Sono intervenuti, oltre a UlivieriGianni Di Marzio, Carmine Tascone, Enrico Fedele, Domenico Di Carlo e Gianluca MazziniVicedirettore Sportmediaset. Dopo i ringraziamenti di rito, ha preso la parola Renzo Ulivieri: “Oggi viste le scelte di Prandelli, non ci possono essere polemiche, il momento è particolare. La vittoria nella semifinale del 2006, contro la Germania, fu una vittoria venuta fuori dalla scelte di Marcello Lippi, a dimostrazione del fatto che i nostri allenatori sono superiori a tutti sul piano tattico. Lo ha dimostrato anche Prandelli, negli europei si sono viste grandi cose. Credo che la figura più importante di questa spedizione sia l’allenatore. Il discorso del CT è chiaro ed è quello che tutti i tecnici di oggi fanno ai propri ragazzi. Le condizioni economiche influiscono sulle scelte dei club, non c’è più un tecnico che può applicare il suo schema. Prandelli stesso ha parlato di vari schemi e questo prima era una debolezza. Si cambia modulo per adattarsi agli altri. L’infortunio di Rossi, il problema di Barzagli e Maggio, hanno condizionato alcune scelte. Le difficoltà di Balotelli sono state evidenti, di contro Cassano ha ritrovato una stagione positiva. La nostra flessibilità tattica non c’è altrove. Sono convinto: ci affidiamo a Prandelli… Oggi non avere flessibilità tattica è consentito soltanto alle grandi squadre. Al Napoli è consentito, ma bisogna dire che i calciatori di oggi ne sanno di più di calcio, rispetto al passato. Su Rossi posso dire che Prandelli ha fatto una scelta coraggiosa”. La parola passa a Domenico Di Carlo:“La flessibilità è la cosa più importante. Nel calcio di oggi, laddove è possibile, si prendono calciatori doppioni. A Napoli succede che Mertens, che giocherebbe altrove, sta in panchina, per tenere alta la qualità e la velocità anche nei ricambi che un tecnico fa. Cambiare Callejon e mettere Mertens, porta a poca differenza. Nelle piccole squadre, il modulo e il gioco deve fare la differenza. All’estero sono tutti più schematici, in Italia si cerca di mettere in difficoltà le avversarie anche con altre strategie. Sulla Nazionale posso dire che si è sempre fatto bene quando c’è stato un gruppo e Prandelli è riuscito a farlo. Ecco perché credo che abbia un vantaggio. Mi aspetto che Balotelli faccia un salto di qualità e che Immobile si esalti. In Brasile fa molto caldo e i calciatori tecnici possono fare la differenza: Messi e l’Argentina possono prendersi tutto”. Il Vicedirettore di Sportmediaset,Gianluca Mazziniaggiunge: “Se ci sono calciatori di media qualità, c’è bisogno di cambiare modulo ed essere flessibili. Al contrario, con calciatori importanti, si può essere più rigidi nel modulo. La stampa ha avuto un ruolo di critica nel passato. La cosa che mi ha sorpreso è stata la vicenda Rossi. Le polemiche, pensavo fossero più forti, invece, sono state tenui”. La parola poi aCarmine Tascone“A Coverciano ho fatto il corso con Gianni Di Marzio. Grandi maestri ci hanno insegnato grandi cose. Bisogna mettere in campo le caratteristiche che si hanno a disposizione al di là del modulo che un tecnico sceglie di utilizzare”. Enrico Fedele“Il calcio italiano è un calcio diverso da quello europeo. Qui bisogna tenere il risultato, basta vincere 1-0. Non sono molto attratto dalla Nazionale di Prandelli. Rossi? Si è parlato di difficoltà nelle torsioni, ma spero che la Nazionale possa fare bene. In passato, nel 2006, quella di Fabio Cannavaro, nonostante le polemiche, aveva una qualità superiore”. Chiusura perGianni Di Marzio: “Il selezionatore deve essere polivalente, ma deve sapersi scegliere i calciatori in base alle problematiche tattiche. Andrei a valutare, però, le condizioni climatiche che possono essere determinanti. Giro il mondo e conosco il Brasile. Nel nord del Brasile, infatti, c’è un’umidità dell’80%, ma è anche vero che a Coverciano si lavora scientificamente e quindi siamo preparati. Sono ‘prandelliano’, sono per un calcio propositivo, quello che il CT ci ha proposto dove si gioca a pallone e non a calcio. Importanti sono anche i giovani che ha convocato: da Verratti a Immbile, che però scappano all’estero”. Inconclusioneè poi intervenuto l’editorialista de La Repubblica, Antonio Corbo“Dobbiamo tutelare il nostro patrimonio. Quando non c’è il sapere, si può ascoltare soltanto la forma. Provo ammirazione per chi ha organizzato questa manifestazione. Tutto ciò supera quello che io avevo immaginato”.