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bosnia

Per la prima volta qualificata ad un Mondiale, la Bosnia vanta una rosa di qualità esaltata da parecchie individualità di altissimo livello. Il girone è abbordabile,può essere una delle rivelazioni del torneo. Il sogno si chiama ottavi di finale, raggiungerlo non è impossibile. La qualità, però, potrebbe non bastare: per resistere alle temperature brasiliane,cui Argentina e Nigeria sono più abituate,serviranno grinta e corsa.

girone f

GIRONE – I bosniaci sono stati inseriti nel gruppo F con Argentina, Nigeria e Iran. Sulla carta solo la Seleccion è nettamente superiore, per il resto sarà decisiva la sfida contro gli africani in programma nella seconda giornata.

storia bosnia

STORIA – Nazione (e nazionale) nata nel 1992 dopo la fine della Jugoslavia, la Bosnia è alla prima partecipazione ad un Mondiale. Non ha mai giocato neanche un Europeo: è guidata da Safet Susic e nelle qualificazioni ha compiuto un cammino quasi perfetto: 25 punti totali e primo posto in coabitazione con la Grecia, frutto di 8 vittorie, un pari e una sola sconfitta in casa contro la Slovacchia. Per il resto, Pjanic e soci sono stati un rullo compressore capace di segnare 30 goal e incassarne soltanto 6. D’altronde, le 12 lunghezze di vantaggio su Hamsik e soci (terzi classificati), la dicono lunga sul dominio bosniaco in un raggruppamento che comprendeva anche Lituania, Lettonia e Liechtenstein.

squadra bosnia

LA SQUADRA – Elementi di buon spessore abbinati ad un giusto livello di esperienza, è questa la caratteristica principale di una Bosnia capace di conquistarsi per la prima volta la partecipazione ad una Coppa del Mondo. In porta è praticamente certo del posto Asmir Begovic, promettente portiere dello Stoke e figlio d’arte. La difesa sarà capitanata dal centrale del Bayer Leverkusen Emir Spahic, 33 anni, ex Siviglia e cugino di Dzeko. A completare il reparto difensivo troviamo Pandza che gioca in Polonia, Mujdza del Friburgo e il terzino destro Vrsajevic dell’Hajduk Spalato. Il centrocampo della Bosnia è sicuramente il reparto più forte e più tecnicamente dotato della squadra. Cominciamo con Misimovic, il più presente di sempre in nazionale, ex stella del Wolfsburg con il quale vinse la Bundesliga insieme a Dzeko e attualmente militante in Cina. Il vecchio Rahimic (37 anni) potrebbe garantire esperienza e maturità e Miralem Pjanic della Roma sarebbe il giusto apporto di tecnica e qualità al centrocampo. Un altro “italiano” del centrocampo bosniaco è Senad Lulic, esterno della Lazio, che bene sta facendo in serie A. Abbiamo poi una coppia di “tedeschi” come Salihovic e Zahirovic e una coppia di “turchi” come Medunjanin e Ibricic. Insomma un centrocampo operaio e di qualità elevata. La prolifica coppia d’attacco è formata da Edin Dzeko, stella del Manchester City, e Vedad Ibisevic, affermato attaccante dello Stoccarda.

dzeko

STELLA – Tanta la qualità della Bosnia, soprattutto a metà campo. Il giocatore più rappresentativo, però,nonostante uno scarso impiego nel Manchester City,sta in attacco: è Edin Dzeko. Il centravanti è il terminale offensivo e la sua qualità,unita a forza fisica,è in grado di rendere competitivo il reparto avanzato di una squadra inevitabilmente non al ‘top’ del calcio mondiale. In attesa di tempi migliori Dzeko si candida a bomber rivelazione della prossima manifestazione iridata in programma in Brasile, per stupire ancora dopo un finale di stagione chiuso a suon di gol e per smentire gli scettici che intravedono nella sua involuzione giudizi affrettati sul suo valore dati in passato.

Francesco Carbone