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argentina

Sessantaquattro anni dopo lo storico successo dell’Uruguay nel Mondiale di Brasile 1950, lo spettro più grande dei tifosi della Seleçao è quello di vedere trionfare in casa propria gli odiati cugini argentini. Difficile, soprattutto perché da anni la Seleccion paga una difesa non all’altezza, ma Lionel Messi vuole spazzare via tutte le critiche per un ultimo anno al Barcellona ricco di passaggi a vuoto. Il girone va passato al primo posto, sperando di evitare la Francia agli ottavi. Dai quarti in poi l’Argentina può essere pericolosa per chiunque, a patto di capitalizzare tutta la mole di occasioni create perché la difesa offre poche garanzie. Inutile sottolineare che il vero obiettivo è la vittoria, ma non sarà affatto semplice nell’ostico Brasile.

girone f

GIRONE – La selezione albiceleste è stata inserita nel girone F con Iran, Bosnia e Nigeria. Gli europei vantano qualità e classe, ma sono alla prima esperienza mondiale. Appare scontato, dunque, un passaggio del turno da prima per la squadra guidata da Alejandro Sabella.

storia argentina

STORIA – E’ alla sedicesima partecipazione ad un Mondiale, con due successi (1978 e 1986, gli anni di Diego Armando Maradona) e altrettante sconfitte in finale (1930 e 1990). La Seleccion si qualifica ininterrottamente dal 1974 e vanta nel proprio palmarès anche ben quattordici Coppe America ed una Confederations Cup (1992). L’Albiceleste, da tradizione, è una delle favorite d’obbligo per la vittoria finale del Mondiale: si è qualificata alla fase finale dominando il maxi-girone riservato alle squadre della Conmebol. Nove vittorie, cinque pareggi, due sole sconfitte (entrambe in trasferta), con un filotto di 14 partite consecutive senza ko: l’Argentina non ha trovato grandi ostacoli nel suo cammino verso il Brasile, vantando anche il miglior attacco del Sudamerica con 35 goal realizzati in 16 gare.

squadra argentina

LA SQUADRA – Sabella, dopo qualche esperimento, ha scelto il 4-3-3 come modulo base, anche se continua a lavorare anche sul 5-3-2. Tra i pali c’è l’ex Samp Romero, che paradossalmente non è titolare nel suo club, il Monaco, ma è intoccabile in Nazionale. In difesa tra i più presenti Garay, Rojo, Zabaleta e due rappresentanti della Serie A, Campagnaro e Fernandez. A centrocampo non mancano esperienza (Javier Mascherano su tutti) e qualità (Fernando Gago e Di Maria), ma la vera forza è l’attacco dove c’è tanta concorrenza: Messi la certezza, Aguero, Lavezzi, Palacio e Higuain a completare un reparto che non ha eguali al mondo.

messi

LA STELLA – Lionel Messi vuole tornare sul trono del mondo, dopo aver perso il Pallone d’Oro nel 2013 e aver assistito alla stagione dei record di Cristiano Ronaldo, finalista in Champions League. La passerella brasiliana rappresenta l’appuntamento più importante della sua carriera: la ‘Pulce’ arriva al Mondiale all’apice della sua crescita professionale, anche se bisognerà verificare le sue condizioni fisiche al momento del fischio d’inizio della prima sfida della competizione. La pressione sul 10 Albiceleste sarà alle stelle, ma l’argentino ha sempre dimostrato di saper non fallire i grandi appuntamenti,quantomeno col Barcellona. Se riuscirà a giocare al meglio delle proprie potenzialità, superando gli spettri mentali dell’ultimo periodo, sarà imprendibile per qualsiasi avversario.

Francesco Carbone