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francia

Dopo una sofferta qualificazione in rimonta contro l’Ucraina, la Francia potrebbe essere una delle sorprese dei Mondiali in Brasile. Lo ha dichiarato il commissario tecnico dell’Italia Cesare Prandelli e lo dicono i numeri: il 2014, per molti giocatori transalpini, è stato un vero e proprio anno di grazia con i rispettivi club. Passare il turno è d’obbligo per evitare il secondo flop consecutivo dopo il 2010. Dagli ottavi in poi, però, attenzione a questa Francia: una squadra giovane, ambiziosa e ricca di qualità che può acquisire fiducia come avvenuto nel 2006 dopo le vittorie su Spagna e Brasile.

gruppo e

GIRONE – Svizzera, Ecuador e Honduras nel gruppo E. Elvetici a parte, sulla carta alla pari, la selezione di Didier Deschamps non dovrebbe incontrare troppi ostacoli sulla strada verso la qualificazione agli ottavi di finale. Importante comunque arrivare primi per evitare un possibile scontro con l’Argentina nella prima gara ad eliminazione diretta.

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STORIA – I Bleus, alla quattordicesima partecipazione Mondiale, vantano un successo, un secondo posto e due bronzi. Nelle ultime edizioni, tuttavia, la Francia ha sempre seguito un andamento piuttosto irregolare: campione nel 1998 e finalista nel 2006, è stata sconfitta ai gironi nel 2002 e nel 2010. Affidandosi alla cabala potrebbe dunque essere un 2014 trionfante. Nel palmarès dei Galletti anche due Europei (1984 e 2000) e due Confederations Cup (2001 e 2003). Il cammino verso Brasile 2014 non è stato facile per i Galletti che alla fine però ce l’hanno fatta. Inseriti nel Gruppo I con l’insormontabile Spagna, gli uomini di Deschamps si sono dovuti accontentare del secondo posto e quindi di entrare a Brasile 2014 dalla porta sul retro. L’Ucraina quasi condanna i Bleus dopo la gara d’andata, ma la risposta di Ribery e compagni al 2-0 di Kiev è epica: allo Stade de France finisce 3-0, rimonta compiuta. Le accuse di ‘match truquè’ lanciate dal deputato Lionnel Luca lasciano il tempo che trovano. Nessuno ha dato ‘una mano’ stavolta, la Francia ha meritato.

France's national football team players pose for a group picture before the 2014 FIFA World Cup qualifying group I football match between France and Finland at the Stade de France in Saint-Denis, north of Paris, on October 15, 2013. Top L-R: France's defender Eric Abidal, goalkeeper Hugo Lloris, defender Laurent Koscielny, forward Olivier Giroud and midfielder Paul Pogba. Bottom L-R: France's defender Patrice Evra, midfielder Samir Nasri, midfielder Mathieu Debuchy, forward Mathieu Valbuena, midfielder Franck Ribery and midfielder Blaise Matuidi. AFP PHOTO / FRANCK FIFE        (Photo credit should read FRANCK FIFE/AFP/Getty Images)

LA SQUADRA – Detto della mancanza di un fuoriclasse, la Francia vanta comunque una rosa solida in ogni reparto e in grado di sconfiggere tutte le altre big. In porta una sicurezza come Lloris, coperto da una coppia centrale di sconfinato talento composta da Sakho e Varane. Sugli esterni l’esperienza di Evra e la corsa di Debuchy e a centrocampo classe e potenza regnano con Cabaye, Matuidi ed i giovani Pogba e Kondogbia. Valbuena, Ribery e Nasri, sulla trequarti, sono pronti ad innescare il fiuto del gol di Benzema o l’ariete Giroud. Le alternative, dunque, non mancano a Deschamps.

ribery

LA STELLA – Franck Ribery è l’uomo chiamato a spostare gli equilibri, a risolvere le partite con un guizzo, un’intuizione vincente. Con le sue giocate ha portato il Bayern Monaco sul tetto d’Europa, ma ora il suo compito è cercare di portare la Francia sul tetto del mondo. L’ex Marsiglia in nazionale è quasi sempre decisivo e se la stella di Ribery inizia a brillare sul mondiale, allora la Francia può davvero sognare.

Francesco Carbone