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L’Ecuador non partirà per il Brasile con grandi speranze. Squadra con molti giocatori che militano in Sudamerica, la selezione guidata da Reinaldo Rueda vanta tutt’altro che fuoriclasse di livello mondiale. Passare il turno contro Francia e Svizzera significherebbe andare oltre le più rosee aspettative. Un successo contro l’Honduras (in una gara in programma alle 3 di notte italiane) ripagherebbe la rosa di Rueda di tutti gli ottimi sforzi compiuti per raggiungere il Brasile.

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GIRONE – L’Ecuador sfiderà nel gruppo E Francia, Svizzera e Honduras. Difficile, se non impossibile, anticipare nella corsa agli ottavi di finale le due europee: ci si giocherà il prestigio nella gara contro l’Honduras, per evitare di chiudere a zero punti.

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STORIA – Per i sudamericani si tratta della terza qualificazione ad un Mondiale: nel 2002 si fermarono al primo turno, nel 2006 agli ottavi per mano dell’Inghilterra (1-0) dopo aver superato come secondi il girone contro Germania, Polonia e Costa Rica. Nel palmarès de La Tricolor anche due quarti posti in Copa America. L’Ecuador è stata la sorpresa della fase di qualificazione mondiale per il Gruppo sudamericano. Ha infatti ottenuto la qualificazione diretta alla competizione iridata, classificandosi quarta nel girone, alle spalle di Argentina, Colombia e Cile e davanti all’Uruguay, che ha così costretto ai playoff. La Nazionale di Rueda ha totalizzato 7 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte, proprio come la ‘Celeste’ ma col vantaggio degli scontri diretti, visto che a Montevideo ha strappato un importante pareggio per 1-1 mentre a Quito ha conquistato una decisiva vittoria per 1-0.

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ROSA – Tra i ventiquattro pre-convocati del ct, pochi i nomi di assoluta qualità. Oltre a Valencia, da tenere d’occhio in fatto di gol Felipe Caicedo (15 reti in 47 presenze), Jefferson Montero (7 in 37) ed il centrocampista Segundo Castillo. Per il resto, difesa mediocre e non giovanissima ed un gioco tutt’altro che di qualità.

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LA STELLA – Luis Antonio Valencia è attualmente considerato il miglior calciatore del calcio ecuadoriano. Un ala destra dal talento cristallino che è salito alla ribalta internazionale soprattutto perché è ormai una pedina importante nel centrocampo del Manchester United. La carriera di Valencia ha preso il via nel Caribe Junior, ma il suo primo contratto da professionista l’ha firmato nel 2003 con El Nacional di Quito, con cui nel 2005 ha vinto il titolo nazionale. Nell’estate del 2005 ha fatto il salto nel calcio europeo, al Villarreal, ma è stato ben presto girato in prestito al Recreativo Huelva. Nel 2006 il trasferimento al Wigan e tre anni dopo quello al Manchester United, club con cui è entrato nella storia come il primo ecuadoriano a vincere la Premier League e a giocare una finale di Champions League.

Francesco Carbone