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colombia

Continua il percorso d’avvicinamento de “Il Mediano Sport” verso il mondiale 2014 in Brasile. Oggi parliamo una delle squadre più attese della competizione: la Colombia. Considerata una possibile outsider per la vittoria finale,la Colombia del CT Pekerman si presenta a questa rassegna iridata con grandi aspettative, ma con ancora il dubbio Falcao. Una squadra fortissima e anche molto “italiana”.

girone c

GIRONE –  Il gruppo C è forse uno dei più equilibrati e dei più incerti vista la presenza dei sudamericani, del Giappone, della Costa d’Avorio e della Grecia, anche se la nazionale europea sembra tagliata fuori dal discorso qualificazione. Esordio per i “Cafeteros” con la Grecia il 14 Giugno, poi sfide con Costa d’Avorio e Giappone. Superare il girone è un obbligo e negli ottavi potrebbe anche incrociare sul proprio cammino l’Italia. Manca forse l’esperienza, perchè per molti giocatori è il primo Mondiale, ma ha il vantaggio di potersi ambientare meglio alle particolari condizioni climatiche e di temperatura del Brasile.

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STORIA –  Il rapporto Colombia-Mondiale non è mai stato eccezionale, perchè i sudamericani come miglior piazzamento hanno una qualificazione agli ottavi nel Mondiale italiano del 90‘, squadra che aveva in rosa uno dei simboli del calcio colombiano, Carlos Valderrama, famoso anche per la sua particolare capigliatura. Anche nel 1994 la Colombia riuscì a qualificarsi per il Mondiale, ma venne subito eliminata al primo turno. Purtroppo la nazionale fu colpita duramente dalla morte di Andres Escobar, autore dell’autogol che eliminò la propria squadra ed ucciso dai narcotrafficanti al suo ritorno in patria. Anche la spedizione francese nel 1998 risultò un fallimento e da quel momento la Colombia non ha più partecipato a nessun altro Mondiale, fino appunto a questa rassegna brasiliana. Inserita nel classico girone unico sudamericano con partite di andata e ritorno, la Colombia si è classificata come seconda dietro l’Argentina, mettendo al sicuro la qualificazione nella parte centrale del suo cammino. Spartiacque decisivo è stato l’avvicendamento sulla panchina ‘cafetera’ tra Leo Alvarez e Josè Pekerman, avvenuto ad inizio del girone, dopo la sconfitta casalinga contro Messi e compagni. Da quel momento (era il 6 gennaio 2012), sotto la guida del tecnico argentino è partita la cavalcata colombiana con 5 vittorie nelle successive 6 partite. Le ultime gare hanno visto i giallo oro amministrare il vantaggio: il ‘pass’ per il Brasile è stato staccato matematicamente con la clamorosa rimonta casalinga sul Cile da 0-3 nel penultimo match del girone.

squadra

LA SQUADRA – Non è azzardato definire la Colombia la più temuta mina vagante del Mondiale brasiliano, visto che non la si può certo considerare tra le favorite alla luce della tradizione abbastanza debole  ma dispone di una cifra di talento, unita ad una solidità difensiva inedita per il passato,che la colloca alle spalle delle nazionali più accreditate. Il fattore esperienza, con giocatori ‘europei’ molto rodati ad alto livello, potrebbe davvero essere decisivo per far volare una squadra che fa del reparto offensivo l’arma in più vista la presenza di Jackson Martinez (Porto), di Carlos Bacca, fresco vincitore dell’Europa League con il Siviglia e di due conoscenze del campionato italiano come Ibarbo e Muriel,oltre al fenomeno Falcao. E’ una squadra che può affiancare campioni affermati come Falcao, Zuniga e Cuadrado a vecchi ‘pirati’ come Yepes e Perea e giovani in rampa di lancio come James Rodriguez,Stefan Medina e Teo Gutierrez. Sono davvero tanti gli “italiani” presenti in rosa, perchè ci sono Zuniga, Zapata, Yepes, Armero (ex Napoli) e il nerazzurro Guarin. Una squadra davvero forte e con tantissima qualità, ma a cui potrebbe mancare l’esperienza necessaria in una competizione come il Mondiale. Una curiosità per quanto riguarda il reparto dei portieri è stata la convocazione del 43enne Mondragon, che potrebbe battere il record di Roger Milla (Camerun) come giocatore più anziano ad aver disputato una rassegna iridata.

falcao

STELLA – La sua convocazione è ancora in forte dubbio, ma il suo nome è stato inserito nella lista dei 30 del CT Pekerman. Si parla ovviamente di Radamel Falcao che a quasi 28 anni che è ritenuto uno dei primi tre centravanti ‘puri’ del mondo. Figlio d’arte, l’attuale bomber del Monaco che in questa stagione ha subito un gravissimo infortunio al ginocchio,che sembrava aver chiuso ogni possibilità per il Mondiale, è probabilmente la massima incarnazione in chiave moderna del predatore d’area di rigore: implacabile sotto porta, rapidissimo e agile, tecnico e acrobatico, fortissimo di testa. Esploso nel River Plate in Argentina, si trasferisce in Europa per merito del Porto e con in panchina Villas-Boas vince Scudetto, Coppa nazionale e soprattutto l’Europa League e in quell’edizione segna 17 gol, ottenendo il record di marcature in una sola edizione di una competizione europea. Per 40 milioni si trasferisce all’Atletico Madrid ed è subito trionfo perchè con gli spagnoli vince ancora l’Europa League (primo giocatore a realizzare questo straordinario bis), diventando ancora miglior marcatore della manifestazione, con dodici reti, due delle quali in finali. Dopo due stagioni in Spagna vola in Francia al ricco Monaco per una cifra intorno ai 60 milioni di euro, ma nel momento più importante della stagione il legamento del ginocchio fa crack e nel Principato sperano che nella prossima stagione possa ripetere quanto fatto con le sue due precedenti squadre. I destini della Colombia sono quasi interamente nei piedi della sua vena realizzativa.

Francesco Carbone