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Possibile mina vagante della competizione, il Cile non è solo Arturo Vidal. Tanta la qualità e soprattutto la corsa al servizio di Jorge Sampaoli, chiamato a non far rimpiangere il Loco Marcelo Bielsa.

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GIRONE – Il sorteggio ha voltato le spalle ai sudamericani. Gruppo B con Spagna, Olanda e Australia: per qualificarsi servirà un miracolo, ma nulla è perduto fino al triplice fischio della terza partita (contro l’Olanda), anche perché la difesa oranje è tutt’altro che di ferro. Battere Australia ed Olanda per arrivare agli ottavi: abbordabile la prima, per la seconda servirà un’impresa. Poi il probabile scontro con il Brasile, ma già superare il girone di ferro sarebbe un ottimo risultato.

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STORIA – Storia dolceamara quella che lega la tradizione calcistica cilena all’evento dei mondiali. La nota più lieta risale al 1962, quando il Cile, allora Paese organizzatore dei mondiali, conquistò un prestigioso terzo posto. La qualificazione ai quarti di finale giunse grazie a una vittoria per 2-0 (reti di Ramirez e Toro) sull’Italia, al termine di una partita burrascosa in cui l’Italia finì sotto di due uomini per le espulsioni di Ferrini e David; dopodiché il Cile si guadagnò la semifinale grazie a una clamorosa vittoria per 2-1 sull’URSS, prima di cedere il passo, non senza lottare (2-4 il risultato), al Brasile di Garrincha e Zagallo. Nella finalina per il contro la Jugoslavia, fu un gol di Rojas al ’90 a issare il Cile sul podio.
Da Rojas (Eladio Alberto) a Rojas (stavolta Roberto), la storia calcistica del Cile passa dalle stelle alle stalle. Nel settembre dell ’89, durante la partita decisiva di qualificazione al mondiale di Italia ’90 tra Cile e Brasile, il portiere Roberto Rojas mise in scena una pantomima da oscar fingendo un grave infortunio – quando ormai la partita era compromessa e il Brasile vicinissimo alla qualificazione – per far sospendere la partita. La partita fu sospesa, ma i filmati smascherarono la bravata di Rojas, che mediante una lametta finse un infortunio seguito al lancio di un bengala in campo. Il Cile venne così escluso dalle qualificazioni a Italia ’90 e dalle successive eliminatorie per USA ’94.
Prima di oggi, l’ultima apparizione del Cile ai mondiali risale al 1998, quando la squadra allora allenata da Acosta si comportò molto bene. Nel gironcino eliminatorio si guadagnò infatti il passaggio del turno grazie a due pareggi (con Italia e Camerun) e una vittoria netta sull’Austria. Salas, capocannoniere della squadra con 4 centri, segnò anche un gol al Brasile negli ottavi di finale, ma non fu sufficiente ad evitare una sonora sconfitta per 4-1, propiziata dalle doppiette di Ronaldo e Cesar Sampaio. Nel cammino della Roja verso Brasile 2014 i passaggi a vuoto e le cadute, anche fragorose, non sono di certo mancate. Dal 4-1 maturato in Argentina al 4-0 contro l’Uruguay troppi i ko del Cile. Cile che ha rischiato di compromettere definitivamente tutto a novanta minuti dal termine quando, avanti per 0-3 in Colombia dopo mezz’ora di gioco, si è fatto raggiungere sul 3-3, essendo così obbligato a giocarsi tutto nell’ultimo match casalingo contro l’Ecuador. La vittoria per 2-1, centrata grazie alle reti del solito Alexis Sanchez e di Gary Medel, ha permesso agli uomini di Sampaoli di staccare il pass mondiale, evitando la pericolosa appendice degli spareggi.

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LA SQUADRA – Il ct Sampaoli ha diramato martedì la lista dei 30 pre-convocati. Manca il metronomo viola David Pizarro, ma il punto di forza è l’attacco. Schierato in campo dal tecnico con un divertente 3-4-3, il Cile mostra una spiccata propensione offensiva, dovuta alla presenza di giocatori molto tecnici e portati più all’attacco che al contenimento. Da Vidal a Valdivia, da Sanchez a Vargas, tanti gli uomini capace di fare male nell’area avversaria. Come tutte le squadra dell’America Latina non brilla in difesa e infatti nelle ultime uscite Sampaoli non ha disdegnato neanche un più coperto 4-3-1-2, davvero troppe le venticinque reti subite nelle sedici partite di qualificazione per pensare di poter fare molta strada ai prossimi Mondiali; tuttavia le condizioni climatiche e l’enorme grinta di tutti i giocatori potrebbero rappresentare un’arma in più contro le rivali.

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LE STELLE – Due nomi su tutti tra i 23 cileni che si apprestano a vivere l’avventura brasiliana. Entrambi ben conosciuti dal pubblico italiano, Arturo Vidal e Alexis Sanchez hanno trascinato la Roja in Brasile con classe, grinta e quel pizzico d’esperienza internazionale che di certo non guasta. Il primo è il cuore e l’anima del centrocampo della Juventus e lo sarà anche ai Mondiali, dove all’occorrenza potrà essere schierato come difensore centrale. Freddo dal dischetto e dal tackle dominante, non disdegna gli inserimenti ed i gol: 18 in 49 presenze in questa stagione; attaccante rapido e concreto il secondo, cresciuto ulteriomente a Barcellona dopo essere esploso con la maglia dell’Udinese. Saranno loro a guidare la spedizione cilena anche nella fase finale dei prossimi Mondiali.

Francesco Carbone