CONDIVIDI

PP

Incredibili playoff: 5 gare 7 al primo turno, un record! Andiamo con ordine analizzando prima  le partite del weekend:

Venerdi

PORTLAND TRAIL BLAZERS – HOUSTON ROCKETS 99 – 98

Questa non è una gara 7, ma una “semplice” gara 6. Ugualmente emozionante, anzi da lasciare senza fiato. la serie si chiude  4-2 per Portland, ma che finale! Parsson recupera un pallone vagante e segna il canestro del +2 a 0.9 secondi dalla fine. Ma 1 secondo basta per far nascere le leggende. L’uomo con “il sangue freddo come un serpente congelato” -ossia Damian Lillard- esce da un blocco riceve la rimessa e…BANG! Spara la tripla della vittoria sulla sirena! Che giocatore Lillard, non è la prima volta quest’anno che mette un “buzzer beater” ossia un canestro vincente sulla sirena. Ma questo ragazzo ha qualcosa di speciale, è un predestinato con la testa giusta per diventare un grande.

Non poche responsabilità però in difesa da parte di Harden e compani, che non hanno aiutato su Lillard in occasione dell’ultima rimessa. In estate Houston avrà modo di pensare come proseguire con il suo progetto per fare un ulteriore passo avanti nei playoff.

Sabato

INDIAN PACERS – ATLANTA HAWKS 92 – 80

La prima delle tre gare 7 della notte di Sabato ha visto i Pacers giocarsi in casa contro Atlanta il passaggio del turno. Dopo aver faticato tantissimo durante la serie, ed essere stati ad un passo dall’eliminazione (erano sotto 3-2) finalmente hanno giocato da Pacers, ossia la squadra che ha vinto (meritatamente) la Eastern conference.

L’inizio di partita è equilibrato, Teague soprattutto tira bene (4/6 il primo quarto) ma tenderà a spegnersi come tutti gli Hawks (5/16 alla fine per lui). Atlanta non riesce a mantenere le belle medie delle prime gare e chiude con il 30% al tiro. In particolare dalla lunga distanza, tolto lo specialista Korver (5/10) il resto della squadra fatica parecchio: 11/44 per un 25% totale.

Indiana invece serra le fila, si aggrappa al suo quintetto e non fa entrare il nuovo acquisto Turner (venuto alle mani col compagno Stephenson prima dei p.o.) ed anche il positivo Scola. Coach Vogel asseconda così qualche “capriccio” dei suoi titolari ottenendo qualche risultato in più.  Finalmente Hibbert si risveglia dal torpore che lo ha accompagnato per i primi 6 episodi della serie e diventa un fattore sotto canestro: 13 punti e 6/10 dal campo per lui a fine serata.  Anche Stephenson (19+14) ed il solito Paul George -l’unico ad essere stato continuo in queste partite- giocano una gran partita, amministrando un vantaggio che dall’inizio 3° quarto Atlanta non saprà più colmare.

OKLAHOMA CITY  THUNDER – MEMPHIS GRIZZLIES 120 – 109

Senza Zach Randolph, squalificato per una scorrettezza nella gara precedente, Memphis ha bisogno di una impresa per espugnare la Chesapeake Arena di Oklahoma, caldissima per l’occasione. Gasol e compagni partono forte, anzi fortissimo: 36 punti nel primo quarto, record stagionale per i Grizzlies.

Ma questi ritmi così alti si riveleranno un boomerang. Sono i ritmi in cui i vari Westbrook e Durant si esaltano, diventando inarrestabili. Il primo tempo si chiude con una bomba sulla sirena di KD, che segna il vantaggio Thunder dopo un inizio favorevole agli avversari.

Dal terzo quarto in poi OKC non si guarda più indietro. Una pioggia di triple seppelliscono i generosi Grizzlies, che andranno sotto di 10 e non riusciranno più a rientrare in partita.

Il duo KD/Westbrook funziona alla perfezione, per la prima volta in questa serie. Durant firma 33 punti con 5/5 da tre punti e un formidabile 12/18 al tiro. Westbrook non forza come spesso gli capita e diventa finalmente decisivo per la sua squadra. Sontuosa prestazione con 10/16 al tiro e una tripla doppia da urlo: 27 punti, 10 rimbalzi e 16 assist.

LOS ANGELES CLIPPERS – GOLDEN STATE WARRIORS 126 – 121

OKC in semifinale di conference incontrerà un avversario ostico, ossia i Clippers usciti vincitori dall’ultima gara 7 di serata, nella serie forse più imprevedibile ed attesa di questo turno.

Ma per arrivare in semifinale i Clippers hanno letteralmente dovuto sudare le famose “7 camicie” contro un avversario complicatissimo da affrontare, i Golden State del fenomeno “Step” Curry.

Nella gara 7 in quel di LA i GS iniziano fortissimo, tirando il 70% da tre punti ed andando anche +6 nel primo tempo. Ma nel 3° quarto Paul prende in mano la situazione e con un paio di layup e di assist porta i suoi in vantaggio. Iguodala non ci sta e con una bomba a 3:40 dalla fine del terzo riporta i suoi sul +1.

Poco dopo ecco però un’azione-fotografia dello strapotere fisico dei Clippers: Jordan stoppa Curry, Paul prende la palla vagante ed apre a Reddick che alza a Griffin per la schiacciata. Staples center in delirio.

Il quarto periodo vede protagonista quelli che Doc Rivers ha definito ad inizio anno i “big three” ossia Paul, Griffin e Jordan. Proprio Jordan risulta essere decisivo prendendo qualunque cosa si aggiri dalle parti di entrambi i ferri, 15 punti e 18 rimbalzi per lui alla fine.

Domenica

SPURS – MAVERICKS 119 – 96

Gara 7. Inaspettata, temuta da parte degli Spurs. Serviva una risposta d’orgoglio da parte dei campioni nero- argento e non si è fatta attendere. Pronti via, San Antonio è subito in vantaggio spingendo forte sull’acceleratore. Praticamente perfetti in attacco, asfissianti in difesa, si portano sul +20 dopo nemmeno 15 minuti di gioco. E ci mettono anche la cattiveria, tanto che Parker si becca un fallo tecnico per “trash talking”, ossia per aver urlato in faccia qualcosa a Blair (ex di turno) dopo un canestro. Il primo tempo si chiude con un punteggio stratosferico per i padroni di casa: 68 – 46.

Nella ripresa timido accenno di rimonta da parte degli ospiti, subito controllato e spedito al mittente. San Antonio controlla e porta a casa agevolmente gara 7, a dispetto di quanto “poco agevole” sia stato questo accoppiamento per loro al primo turno. Onore e merito a Dallas che da ottava ha impensierito i vincitori della Western conference portandoli fino a gara7. Ma con una partita così da parte dei Big Three è difficile fare risultato. Parker 32 punti con 11/19, Duncan solo 15 ma con 7/8 dal campo e Ginobili –partito come al solito dalla panchina- piazza un ventello con 5/7 oltre a 6 recuperi e 5 assist.

TORONTO RAPTORS – BROOKLYN NETS 103 – 104

Partita scoppiettante in terra canadese. Amir Johnson inaspettatamente è mattatore iniziale per i padroni di casa, segna 12 punti con 6/7 il primo quarto, ma poi limitato dai falli rimarrà molto in panchina durante la partita. I Nets ne approfittano e girando bene la palla riescono sempre a trovare l’uomo libero per un tiro pulito, costruiscono un vantaggio di 8 punti alla sirena di metà tempo.

Il terzo quarto continua sulla falsa riga del secondo con i Nets in apparente controllo sul match, ma una tripla sulla sirena di DeRozan riaccende le speranze dei canadesi.

Il 4° quarto è esaltante. Joe Johnson sigla 11 punti consecutivi per i viaggianti portando i suoi a +9 a 3:40 dalla fine, ma i Raptors non mollano e grazie a Lowry si portano sul -5. Ultimo minuto accesissimo, sempre Lowry con due liberi rosicchia ancora punti (-2 a 25 secondi dal temine), inizia la tattica del fallo sistematico. Deron Williams fa 1/2 dalla lunetta, Lowry ancora cerca due punti veloci e porta i suoi a -1. Ultimi possessi, 8 secondi alla fine, rimessa Brooklyn. Ross però con un balzo felino sporca la palla e la fa carambolare sul corpo di Paul Pierce guadagnando il possesso defintivo: palla a Toronto con 6.2 secondi da giocare. Lowry ancora prende iniziativa, supera il raddoppio di Williams e Garnett ma il suo tiro viene stoppato sulla sirena da Pierce che con questa giocata difensiva porta i suoi Nets in semifinale!

Che partita! Complimenti a Toronto che ha giocato fino all’ultimo possesso contro avversari di gran lunga più esperti di loro.

Le semifinali prevedono dunque:

SAN ANTONIO SPURS – PORTLAND TRAIL BLAZERS

LOS ANGELES CLIPPERS – OKLAHOMA CITY THUNDER

INDIANA PACERS – WASHINGTON WIZARDS

MIAMI HEAT – BROOKLYN NETS

 La Nba non si ferma mai, si comincia stanotte!

Massimo Mele