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carter

partite di Venerdì 25

PORTLAND – HOUSTON 116-121 (ot)

Incredibile partita al “moda center” di Portland. Houston era attesa alla prova della verità dopo lo 0-2 subito in casa nei primi due episodi della serie, complice un Lamarcus Aldridge versione “not human” (come twittato dall’account ufficiale dei Rockets) da 45 di media.

Parte forte la compagine ospite, protagonista Beverly con 3 triple nel primo quarto, anche se Portland non molla e rimane attaccata alla partita con Lillard e Batum. Harden ed Aldridge –forse i più attesi in campo- stentano nelle prime battute della partita.

L’intensità è alta, il ritmo frenetico e si commettono parecchi errori, da una parte e dall’altra. Il gioco non è sempre fluido, c’è troppo in ballo per essere una partita come le altre. Houston “getta il cuore oltre l’ostacolo” facendo il possibile per portarsi a casa il risultato: 11 punti di vantaggio nel 4° periodo e apparente controllo della partita.
Ecco, apparente. I Blazers rientrano, Mo Williams mette 7 punti in fila, incluso un gioco da 4 punti. Ma Harden non molla e continua a bucare la difesa  avversaria. Aldridge riprende da dove aveva lasciato in Texas, segnando una serie di canestri di fila marcato come meglio non si può da Asik. Ma in certi casi il talento supera la difesa, anche se perfetta. E poi Lillard… come non innamorarsi di un giocatore del genere. Al suo primo playoff, gioca con una naturalezza e con una leggerezza da far invidia al miglior Barisnikov. Meglio di lui all’esordio in un playoff solo Jerry West ed Elgin Baylor, due all-of-famer, mica poco. Guida i suoi ad una rimonta che esalta il palazzetto di Portland, letteralmente a rischio crollo dopo il “circus shot” con fallo che porta i suoi sul -2 (?) a pochi minuti dalla fine. Finale concitato, Lin sbaglia in contropiede un appoggio facile e Batum lo punisce impattando la partita con una tripla a 27 secondi dalla fine. Overtime!
Nel supplementare Portland sembra aver messo le mani sulla partita dopo la grande rimonta, ma Harden riesce con continuità a bucare ancora la retina dei padroni di casa, anche se con azioni non proprio fluide ma figlie di isolamenti continui e qualche pick & roll. La partita rimane in equilibrio, fino a che non accade l’impensabile. O meglio, fino a che non nasce una di “quelle storie” che i playoff NBA riesce a regalarci ogni anno. Partita in parità, Harden forza una penetrazione e quasi perde palla, la recupera Lin che penetra e scarica su Daniels. Spara la tripla e…. bang! Houston +3 a 11 secondi dalla fine. Come se non avesse fatto altro fino ad oggi! Invece Daniels le prime due partite della serie non le ha nemmeno giocate. E’ stato portato in prima squadra dalla D-league (la lega di sviluppo, che permette alle franchigie NBA di affiliarsi ad una squadra e “spostare” i giocatori dalle due rosa , anche durante il campionato) complici le sue fantastiche prestazioni dall’arco. Tiratore puro, ma pur sempre un rookie con esperienza pari a zero, si trova protagonista di una vittoria fondamentale per i suoi nella partita chiave -fino a questo punto- della serie. Incenerito da Howard per un banale errore nel finale di partita, portato in trionfo da tutta la squadra poco dopo. Incredibile!

Lillard 30, Batum 26

Harden 37p,  Beverly 16p

 

WASHINGTON WIAZARDS – CHICAGO BULLS 97-100

Chicago si sveglia dal torpore dopo essere stata sorpresa due volte in casa da Washington. Anche qui il protagonista che non ti aspetti: Mike Dunleavy. Otto triple (8/10 dall’arco) per 35 punti totali, trascina i Bulls nell’impresa di espugnare l’ostico campo di Washington.

Partita tiratissima iniziata benissimo da Wall in particolar modo. Ma ecco che inizia a carburare Dunleavy, dopo due partite nella serie non proprio brillanti. I capitolini chiudono comunque il primo tempo in vantaggio anche se di un solo punto.

Il terzo quarto inizia con i Wizards che aumentano il loro vantaggio sino al +8, ma sappiamo bene che i Bulls sono una squadra combattiva e che non molla mai. Tanto combattiva da far accendere gli animi del brasiliano Nene (was) che inizia uno scontro muso a muso con Butler (chi), che gli costa l’espulsione e la squalifica per la prossima partita. Ecco quello che si dice “darsi la zappa sui piedi”.

Anche perché da quel momento in poi Chicago rientra in partita e nonostante parecchi errori riesce a portare a casa la partita. Duri a morire.

Beal 25p, Wall 23p

Dunleavy 35p, Butler 15p

 

BROOKLYN NETS – TORONTO RAPTORS 102-98

I padroni di casa si portano in vantaggio sin da subito nella partita, ma i generosi Lowry e DeRozan riportano a contatto i Raptros con una serie di tiri da fuori di pregevole fattura.

Ma nei playoff non si scherza più con questi Nets. La leadership di gente come Pierce e Garnett inizia a farsi sentire. Un tuffo da parte di un 37enne come KG mette a serie rischio le fondamente del Barkley center e suona la carica per i padroni di casa che si portano in vantaggio nel secondo quarto dopo questa giocata.

Un vantaggio che tende ad aumentare nel terzo quarto fino al +15. I Nets fanno però di tutto per perderla e ne approfittano i Raptors con un gioco da 3 punti di DeRozan, autore ques’ultimo di una grande partita. Hanno anche i 2 liberi per impattare ma Patterson li sbaglia entrambi. Finale convulso, forse Toronto spreca un’occasione e Brooklyn porta a casa la partita. E con la prossima in casa si mette in un’ottima posizione per il prosieguo della serie.

Johnson 29p, Williams 22p

DeRozan 30p, Patterson 17p

 

partite di Sabato 26

DALLAS MAVERICKS – SAN ANTONIO SPURS 109-108

Derby Texano più caldo che mai dopo la sorpresa in gara2, ci trasferiamo sul parquet dei Mavericks per gara3. Forte partenza dei padroni di casa, controparziale Spurs di 8-0 per impattare e chiudere addirittura 34-27 il primo quarto. Ma i Mavs sono esperti e giocano con la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere, in particolare Calderon il playmaker spagnolo, non sbaglia nulla.

“A little bit ugly, a little bit ferociousness, it’s a freaky playoff!”. Queste parole di coach Popovic (coach of the year per la terza volta in carriera) sono un monito per gli Spurs, nonostante siano sul +8, l’allenatore vede i suoi giocare di fioretto e non di spada. Cosa da non fare contro i “volponi” di Dallas. Infatti, come previsto, i Mavs prendono fiducia e chiudono il primo tempo in vantaggio 59-54 tirando con delle percentuali mostruose, specialmente da 3 punti, nonostante gli Spurs stiano attaccando, guidati da Parker (17 punti nel primo tempo), tutt’altro che male.

Anche il terzo quarto si gioca con le squadre che si danno battaglia ed attaccano bene, anche se Dallas sembra aver quel pizzico di cattiveria agonistica in più rispetto agli avversari, proprio quella che Popovich chiedeva con i suoi in vantaggio ad inizio partita. Ginobili tiene a galla i suoi, contribuendo a chiudere il 3° periodo sul 77 –  74 per i padroni di casa.

Quarto periodo con  continui cambi di vantaggio tra le due squadre, serve qualcuno che spezzi l’equilibrio. Ginobili da una parte, Ellis dall’altra prendono in mano la situazione per le rispettive squadre. Leonard e Diaw portano + 5 San Antonio a 2:11 dal termine, ma Ellis ancora impatta ad 1 minuto dalla fine. Diaw col jumper riporta in vantaggio San Antonio a 29 secondi dalla fine, ma il solito Ellis impatta subito. A 24 secondi dalla fine Ginobili -che tiene il più possibile palla- attacca, segna, porta i suoi sul +2, ma lascia 1,7 secondi dalla fine…. Troppi se così possiamo dire, perché sono abbastanza per permettere a Vince Carter di mettere una tripla folle dall’angolo che regala la vittoria ai Mavs! Dallas in vantaggio 2-1 sulla serie, Spurs in difficoltà.

Ellis 29p, Nowitzki 18p

Duncan 22p, Parker 19p

 

CHARLOTTE BOBCATS – MIAMI HEAT 85-98

Miami avanti sulla serie ed in apparente controllo su di essa, complici anche le condizioni fisiche della stella dei Bobcats, Al Jefferson, sofferente a causa di una fastidiosa fascite plantare.

Questa però non sembra limitare il centro degli Charlotte, che inizia alla grande il  primo quarto con 7/9 al tiro, portando i padroni di casa nel primo quarto sul +4. Ma è solo un sussulto di orgoglio, Lebron e compagni brutalmente si riappropriano della partita chiudendo il primo tempo in vantaggio, grazie ad un parziale firmato Chalmers, Cole e James

I 10 punti di vantaggio all’intervallo, diventano presto 20 nel terzo quarto, Wade sembra essere ringiovanito e mette il punto esclamativo con una schiacciata in tap-in sull’errore di un compagno di squadra.

Maimi in controllo con un Lebron James mostruoso da 30+10. Poche speranze per i Bobcats che davanti agli occhi del proprietario Michael Jordan vorrebbero allungare la loro prima apparizione alla post season almeno a gara 5. Anche se il compito sembra arduo, considerando che sono 19 partite consecutive che i Bobcats non battono gli Heat.

Jefferson 20p, Douglas-Roberts 17p

James 30p, Wade 17p

 

ATLANTA HAWKS – INDIANA PACERS 95-98

Partita delicatissima per i Pacers, che dopo essere andati sotto per 2-1 nella serie sono chiamati ad una risposta prima che sia troppo tardi.

Grande inizio per loro, con Hibbert che fa la voce grossa sotto entrambi i canestri, ma, nonostante il confortante inizio, fanno ancora molta fatica contro questi Hawks. I padroni di casa con un parziale di 27-13 nel secondo quarto arrivano all’intervallo sul +6.

L’episodio che cambia un l’inerzia della partita forse è il 4° fallo di Millsapp. Con il centro in panchina, West fa la voce grossa nel pitturato ed Indiana riesce a risalire la china ed impattare la partita, anzi, riuscendosi a portare in vantaggio nel 4 periodo.

Ma con il rientro in campo di Millsapp, autore di 29 punti al termine, gli Hawks ritornano a +5 a 4 minuti dalla fine, ma Indiana reagisce da grande squadra e grazie ad un ritrovato Hill rimane in partita.

Il finale è tirato, George mette la tripla del +1 ed il suo compagno West lo segue a ruota dando ad Indiana 4 punti di vantaggio. Finita? Decisamente no, Korver fa 3/3 ai liberi dopo aver subito un dubbio fallo sul tiro  e riporta i suoi sul -1. Hill però è più che mai padrone della partita e con una bella penetrazione porta i suoi +3 a 13 secondi dalla fine. Atlanta non riesc a trovare un tiratore migliore di Antic dal perimetro e sbaglia l’ultimo tiro. Serie sul 2-2 ed ancora apertissima.

Millsapp 29p, Korver 15p

George 24p, Hill15p

 

MEMPHIS GRIZZILIES – OKLAHOMA CITY THUNDER 89-92 (OT)

Anche a Memphis gli ospiti si giocano il tutto per tutto dopo essere andati sotto nella serie per 2-1. Ma i primi due quarti non sono incoraggianti, complici le polveri bagnate per il duo KD – Westbrook che soffriranno la difesa casalinga tutta la partita chiudendo con un inusuale 30punti complessivi.

Nonostante ciò  OKC torna negli spogliatoio con 7 lunghezze di vantaggio. Nella ripresa Mike Miller con una tripla riaccende le speranze di Memphis che sio riavvicina sul -1 a 4:40 dal termine. Tornano i fantasmi in casa Thunder che vedono la partita sfuggirgli dalle mani dopo il jumper di Gasl a 1:20 dalla fine che porta i padroni di casa sul +5.

Ma ecco, anche qui, il protagonista che non ti aspetti. Reggie Jackson impatta con 5 punti in un amen e si va ai supplementari…. Memphis  però sbaglia molti tiri decisivi, non Jackson. E’ lui l’eroe finale: 32 punti e carreer high. Oklahoma vince e si porta sul 2-2 nella serie.

Gasol 23p, Allen 13r

Jackson 32p, Ibaka 5st

 

Dunleavy, Jackson, Daniels, Carter, Hill… praticamente in ogni partita un protagonista inaspettato. Questa è la NBA, questi sono i playoff. E questi sono i protagonisti che non ti aspetti, che danno la possibilità di raccontare storie e che rendono ancora più magici questi playoff…. We love this game.

 

Massimo Mele