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Che bellezza questi playoff, che livello, quanta intensità…. e soprattutto, quante sorprese! Ecco a voi il racconto delle partite della notte:

LOS ANGELES CLIPPERS – GOLDEN STATE WARRIORS

Prima partita in casa dei Warriors, all’Oracle arena. Una bolgia. Ma questo sembra non bastare ai padroni di casa. Curry e Thompson (detti gli “splash brothers”) iniziano con le polveri bagnate dall’arco dei 7.25, così come tutta la squadra: 1/12 di GSW da tre punti. Partita in equilibrio, ma i Clippers sfruttano il momento e si portano all’intervallo sul +6

Iniziato il 3° quarto sale in cattedra Blake Griffin. Nemmeno un durissimo fallo di Green lo riesce a fermare: 10 punti consecutivi e vantaggio Clippers che sembrano in controllo della partita. Ecco appunto, sembrano, perché i Warriors in casa fanno fede al nome della loro franchigia e non mollano mai. Riescono a tornare in partita fino al -1 a 4:23 dal termine del match.

Il finale è emozionante, i due playmaker prendono il proscenio. Curry si sveglia dal torpore e nell’ultimo minuto mette due triple impossibili da 8 metri con l’uomo addosso. La seconda delle due a 11 secondi dalla fine porta i suoi a -1. Paul prende palla dalla rimessa e scappa verso l’altro canestro, subisce fallo e va in lunetta, ma perfino uno specialista come lui sente la pressione e porta a casa uno solo dei due liberi. Con 8.6 secondi al termine e sotto di due, tutta la Oracle Arena sa che Curry andrà per il “bersaglio grosso”, senza fare i conti però con Chris Paul che si fa perdonare l’errore in lunetta con una difesa perfetta, costringendo Curry all’ariball. Vince Los Angeles, recuperando il fattore campo perso in gara 1.

Thompson 26 p, Curry 15 a

Griffin 32 p,  Jordan 22 r

MEMPHIS GRIZZLIES  –OKLAHOMA CITY THUNDER

Anche qui ci si sposta di città, si va a Memphis, nella “tana degli orsi”. Inizio combattutissimo con un protagonista che non ti aspetti: Tony Allen. Con un 6/6 dal campo inizia nel migliore dei modi nonostante la sua specialità sia la difesa. Nel secondo tempo la forbice tra le due squadre si allarga, Memphis prende il pallino del gioco e controlla bene gli avversari, specialmente Durant e Westbrook (che chiuderanno entrambi con 30 punti, ma tirando più di 25 volte a testa) portandosi fino a +17 nel 3° quarto.

Ma questi Thunder sono duri a morire. Mattoncino dopo mattoncino inziano una rimonta che ha dell’incredibile. Ad 1 minuto dal temrine del match Westbrook imbeccato da Durant pareggia con una tripla dall’angolo la partita. I Grizzlies si portano ancora in avanti addirittura sul +4 a 30 secondi dal termine. Finita? Nemmeno per sogno. Westbrook nonostante alcune scelte sbagliate, riesce nel “miracolo”. Tripla con fallo dall’arco e gioco da 4 punti completato in lunetta. Conley prima e Durant dopo hanno il tiro per chiudere la partita, ma entrambi sbagliano. Si va all’overtime!

Qui però OKC paga lo sforzo fatto per rimontare lo svantaggio iniziale. Conley e Allen mettono definitivamente k.o. i Thunder e si portano in vantaggio nella serie 2-1. Grandissima difesa –forse anche oltre i limiti- di Tony Allen su KD, che segna 30 punti ma registra un insolito 0/8 da 3 punti

Durant 30p, Westbrook 30p

Conley 20p, Allen 16p

 

ATLANTA HAWKS – INDIANA PACERS

Come le precedent, anche questa gara 3 vede il cambio di locatin in quell di Atlanta. I Pacers come già detto in precedenti articoli, arrivano con poche certezze a questi playoff dopo lo stratosferico inizio. E le notizie che trapelano confermano questa poca armonia. Nel rovente spogliatoio di Indiana pare che Stephenson e Turner siano arrivati a mettersi le mani addosso, ovviamente tutto ciò non può non risentirsi in campo, anche se con l’ultima vittoria i Pacers sembravano essersi ritrovati.

L’inizio non è però dei migliori, George, la stella di Indiana, commette 2 falli ed è costretto ad uscire presto dalla partita, che nonostante ciò rimane in equilibrio. Il primo tempo si chiude con Atlanta in vantaggio di 1 punto soltanto.

Ma il secondo tempo comincia con un brak favorevole ai padroni di casa, che in 7 minuti si portano sul +11. Stephenson è l’ultimo a mollare e prova a trascinare i suoi con una tripla ed un assist che fanno rientrare i Pacers in partita.

Ma quando non è il tuo momento te ne accorgi. Jeff Teague, dopo aver segnato in contropiede con una bella schiacciata, mette un canestro da tre punti, su una gamba sola, cadendo fuori dal campo e con l’uomo praticamente nei pantaloncini. Questa magia segna indirettamente la fine della partita. Hawks, 8° forza ad est, si portano inaspettatamente in vantaggio sulla serie, sia con il punteggio che mentalmente. Sarà dura per i Pacers evitare l’upset e passare il turno.

Teague 22p, Korver 20p

Stephenson 21p, Scola 17p

Atlanta-Indiana 98-85

Warriors-Clippers 96-98

Menphis-Ock 98-95 OT

Massimo Mele