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Kobe Bryant (fonte internet)
Kobe Bryant (fonte internet)

I Los Angeles Lakers nel derby contro i Clippers toccano il punto più basso della propria storia. Il -48 (94-142) finale è una punizione fin troppo dura per i tifosi che da sempre sono abituati a ben altre partite. Merito di questo scarto ovviamente va anche ai Clippers di Doc Rivers,che in pochi mesi ha rilanciato una franchigia che da sempre vive all’ombra dei Lakers. Sono lontani i tempi d’oro dei giallo-viola,i tempi in cui Bryant e soci lottavano per l’anello,adesso urge chiudere in fretta questa stagione,per poi rifondare la squadra,ancora una volta attorno alla stella di Kobe Bryant. A San Antonio c’è aria di playoff, i texani ospitano i Miami Heat campioni in carica. San Antonio schianta Miami grazie a una prova collettiva mostruosa ,impreziosita dalle giocate delle sue stelle. Parker penetra con facilità tra le linee nemiche, Leonard limita James in attacco  e Tim Duncan giganteggia in aria chiudendo con una doppia-doppia da 23 punti e 11 rimbalzi. Il finale è 87-111,per Belinelli 8 punti in 22’ di gioco,per gli Heat nella gara si salva il solo Bosh che chiude con 24 punti. Nell’altra gara della notte,i Thunder cadono sul campo dei Phoenix Suns. I Suns hanno inseguito i Thunder per larghi tratti della gara,arrivando sul – 16 a 3’ dal termine del terzo quarto. Qui si scatena Gerard Green che infila in pochi minuti 25 punti(44 punti a fine gara) portando addirittura in vantaggio i suoi a fine quarto. Gli ultimi dieci minuti sono tutti di marca Suns,che colpiscono dall’arco con continuità, Durant e compagni  perdono completamente l’inerzia della partita e sono costretti ad alzare bandiera bianca,finale 128-122.

Vincenzo Torino