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LeBron- Rose (f.i.)

Dopo un’ estate di autentica rivoluzione la Nba è pronta a riaccendere le luci dello spettacolo cestistico più bello del globo. Una rivoluzione che ha portato ad uno stravolgimento di tantissime franchigie, molte le superstar che hanno cambiato casacca in cerca di riscatto o di una possibilità di titolo Nba.

Scambio di casacche (f.i.)

Diamo uno sguardo alle squadre che ai nastri di partenza sognano il titolo Nba:

una delle poche squadre che ha cambiato davvero poco sono proprio i campioni in carica di Golden State, i campioni hanno aggiunto giusto qualche giocatore complementare (Young-Casspi) in un sistema che un anno dopo il tornado Durant sembra pronto a bissare il facile successo dello scorso anno contro i Cleveland Cavaliers.

I vice campioni in estate hanno vissuto momenti di grande incertezza, ma il Gm dei Cavs è stato abilissimo nel saper disinnescare una “bomba” lanciata da Irving che ha chiesto a gran voce di essere scambiato. Irving dopo vari accostamenti si è accasato a Boston in cambio di Thomas-Crowder- Zizic (più scelte ai prossimi due draft). Il Gm dei Cavs era perfettamente consapevole di non poter sostituire individualmente Irving, l’ex prodotto di Duke è un qualcosa di unico, allora la scelta è stata quella di andare a completare il roster di Lue in profondità, più che sulle singole superstar. A Cleveland oltre ai vari arrivi da Boston sono approdati: Wade-Rose- Green- Calderon, un quartetto che va a completare un roster ampissimo, forse il più profondo in cui LeBron abbia mai giocato. Puntare a qualcosa in più delle finals dunque non sarà così azzardato, certo bisognerà vedere nel corso della stagione come si incastreranno questi nuovi pezzi del mosaico; ed è proprio questo il vero vantaggio degli Warriors, i campioni sono già ampiamente collaudati e nel pieno della loro maturità.

Partono un gradino sotto a queste due contendenti altre tre squadre : Oklahoma- Houston- Boston. Queste tre squadre sembrano le uniche davvero in grado di impensierire i due superteam.

Boston come detto ha vissuto un autentico stravolgimento, eppure lo scorso anno i Celtics erano arrivati alle finali di conference. Oltre al già citato Irving, sono arrivati tanti nuovi giocatori, su tutti Hayward che ha lasciato Utah dopo un anno fenomenale. Danny Ainge (Gm Boston) ha praticamente confermato solo 4 giocatori di quella squadra che lo scorso anno aveva stupito un po’ la lega andando a centrare il primo posto ad Est nella regular season. La sensazione però è che questa rivoluzione non basterà ad arrivare al livello di Cleveland, ma prima di emettere sentenze come sempre dovranno passare alcuni mesi. Molto ci si aspetta anche dal rookie Tatum che ha fatto intravedere ottime cose nel corso della pre-season

Oklahoma la scorsa stagione sembrava davvero ad un passo dallo sfracello, tutto il peso della passata annata è ricaduto sulle spalle di Westbrook che ha risposto con un stagione eccezionale (Mvp 2017) ma non ha portato i Thunder oltre il primo turno dei playoff. Il primo grande colpo dei Thunder è stato Paul George, l’ex Indiana ha firmato un annuale e andrà ad affiancare l’altra superstar approdata alla corte di Coach Donovan, Carmelo Anthony.  Sia George che Anthony si troveranno per la prima volta in carriera a non dover recitare il ruolo di primo violino, sta qui il vero rebus da risolvere. Potenzialmente queste tre superstar sono devastanti, ma molto dipenderà dalla voglia di mettersi al servizio della squadra dopo anni passati da veri protagonisti. Ottimisticamente Oklahoma potrebbe arrivare in finale di conference, difficile fare di più.

Ad Houston l’innesto sicuramente più importante è stato quello di Chris Paul, l’ex Clippers andrà ad affiancare Harden nel sistema ad altissimi giri creato da D’Antoni nella scorsa stagione. Per molto tempo si era parlato dell’approdo di Anthony ai Rockets ma alla fine tutto è sfumato. C’è molta curiosità nel vedere che effetti porterà lo spostamento di Harden in posizione di guardia, da play il barba ha fatto faville nella scorsa stagione, sfiorando anche il titolo di Mvp. Certo l’aggiunta di Paul in questo sistema potrebbe dare quella giusta lucidità che forse mancava in questo sistema, fatto da un tipo di gioco fortemente improntato sui ritmi elevati e conclusioni dai tre punti. Houston può senz’altro insidiare Oklahoma nel ruolo di antagonista ad Ovest, senza però dimenticare i San Antonio Spurs che ancora una volta hanno confermato l’ossatura storica, garanzia di playoff ogni anno.

(fonte roster: AggiornaMele)

Vincenzo Torino