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Il cuore non basta stavolta, gli azzurri escono ai quarti contro i vice campioni olimpici della Serbia. I valori in campo erano fin troppo differenti per poter realmente lottare, serviva una serata perfetta per gli azzurri ma così non è stato. La Serbia ha guidato il ritmo della gara per tutti i 40′, le spaziature dettate da Bogdanovic hanno permesso ai Balcani di prendere sempre tiri ad alta percentuale. L’Italia  ha faticato notevolmente in fase di costruzione, Belinelli è stato praticamente escluso dalla grande difesa collettiva dei serbi. Il punteggio finale è : 67-83.

Nonostante tutto vanno fatti i complimenti a questa Italia e a coach Messina che è stato capace di costruire una squadra all’altezza della manifestazione. A conti fatti le varie assenze hanno pesato, non solo quella di Gallinari che di certo avrebbe dato molte soluzioni offensive agli azzurri, soprattutto a gioco rotto. Pesa anche l’assenza di Alessandro Gentile che con tutti gli errori degli anni passati rappresenta tutt’ora uno dei pochi talenti puri della nostra nazione. Finisce dunque l’era Messina, di certo il bilancio è amaro, non tanto per questo europeo ma per il fallimento di Torino di un anno fa. Oggettivamente Messina non poteva fare di più, ha cercato di trarre il meglio dai suoi ragazzi e ci è riuscito, purtroppo a livello europeo non basta. Forse è tempo di analisi in federazione, l’Italia è una delle poche nazioni che non riesce a sfornare giovani talenti. Dietro alla generazione di Belinelli e Datome c’è davvero poco, il futuro non è comunque tutto oscuro, il nuovo coach ( Sacchetti) dovrà ripartire dal cuore lasciato stasera sul parquet di Istanbul.

Vincenzo Torino

(fonte internet)