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Fonte Foto: rete internet
Fonte Foto: rete internet

Tutti sappiamo del momento non facile di Jason Kidd e della sua squadra. L’allenatore dei Brooklyn Nets era giocatore fino alla scorsa estate ed in passato fu grande rappresentante proprio dei (all’epoca New Jersey) Nets. Grande visione di gioco, passatore pazzesco, leader sul parquet, ma soprattutto: capiva il gioco. E lo capiva prima di tutti, avversari e non. Era il “coach in campo” e vederlo allenare dopo 2 mesi dal ritiro forse non sorprende nessuno. Così come non sorprende nessuno vedergli fare una “furbata” in campo, anche se vestito in giacca e cravatta e non con l’usuale completino… Una “furbata” che non è piaciuta a molti, specialmente nelle “alte sfere” della NBA.

Ma veniamo ai fatti. Mancavano 8,3 secondi alla fine del 4° quarto della partita casalinga contro i Los Angeles Lakers, ospiti in vantaggio 96-94; Jodie Meeks (LAL) deve tirare il secondo dei due tiri liberi a disposizione (il primo l’ha segnato). Il coach dei Nets ha esaurito i time-out e per “disegnare” la rimessa migliore per i suoi giocatori –o, perché no, magari innervosire il tiratore con una lunga pausa tra i due liberi-  cala l’asso: inizia a camminare ben oltre i limiti della panchina, uno/due metri abbondanti in campo, con un drink in mano… Beh, quale allenatore non cammina con un drink in mano, ad 8 secondi dal termine della partita con la squadra sotto di due? Kidd incrocia lo sguardo del suo Tyshawn Taylor e gli dice “hit me!”. Taylor ubbidisce, si scontra con Kidd, il quale, con una incredibile faccia di bronzo, si guarda intorno stranito dell’accaduto,e mentre gli inservienti asciugano e puliscono il campo interrompendo forzatamente il gioco, Kidd –sornione- chiama gli assistenti che spiegano ai giocatori quello che dovranno fare. Una scena abbastanza comica se consideriamo che anche un paio di giocatori avversari si introducono nel capanello di giocatori attorno l’assistente!!! Il tutto ovviamente non è previsto dalle regole del gioco, e gli arbitri interrompono questo time-out “rubato”.

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Morale della favola: Meeks segna il secondo libero (LAL +3), Pierce porta palla e con 8,3 secondi riesce a prendere un ottimo tiro da tre frontale per il pareggio. La palla però viene letteralmente sputata dal ferro (effetto del karma? Oppure, come verrebbe da dire a tutti gli appassionati, citando il mitico Rasheed Wallace: BALL DON’T LIE!) ed i Nets perdono un’altra partita. La NBA come detto non gradisce molto questo tipo di “furbate” ed all’indomani della partita multa Kidd di 50.000 $. Si, 50mila! Di sicuro il drink più caro della storia!!! Il video è diventato virale in poche ore e Kidd forse è entrato nelle grazie dei tifosi per questo gesto a dir poco grottesco e mai visto prima.

Ma proviamo a guardare oltre, cercando di capire cosa ci sia dietro un gesto simile.
I Nets -come già citato in un precedente articolo- hanno costruito uno squadrone, pagando la “luxury tax” (tassa per chi sfora il monte ingaggi) più alta della storia e sono di sicuro sotto pressione già da questa estate poiché additati da tutti come i favoriti del campionato. Ma tra costruire una buona squadra e diventare vincenti c’è una bella differenza. E di certo gli infortuni di Lopez (pivot) e soprattutto Deron Williams (playmaker) non hanno aiutato il “rodaggio” del team, necessario dopo aver cambiato tanto in estate. In particolar modo quello di Williams ha inciso parecchio, considerando il fatto che non avere un secondo play che si avvicini alle sue caratteristiche è forse l’unica pecca di questa squadra. Venendo a mancare l’organizzatore del gioco, gli schemi offensivi risultano molto confusi e spesso le soluzioni vengono troppo affidate al talento dei singoli. In alcuni spezzoni che personalmente ho visto alternavano un gioco rapido (cach and shoot, ovvero tirando nei primi secondi dell’azione) ad uno molto statico con la ricerca ossessiva del pivot.
Se consideriamo i problemi in attacco ed abbiniamo tutto ciò a delle rotazioni difensive a dir poco discutibili ed a rumors interni per i quali coach Kidd non andrebbe d’accordo con il principale assistent coach, allora ecco che la frittata è fatta: 4-11 (vittorie – sconfitte) e terzo peggiore record ad est dopo Milwakee (cantiere aperto) ed i NY Knicks che analizzeremo in un secondo momento. Ad oggi sono fuori dai play-off ed è a dir poco riduttivo dire che questo sarebbe un risultato catastrofico.
Prokhorov, il proprietario della franchigia, ha dato fiducia a Kidd, anche se molti nell’ambiente si chiedono se affidare una squadra con così tanti campioni ad un allenatore così poco esperto non sia stato un azzardo.
Siamo sicuri però che con certi campioni in squadra, come Garnett-Pierce-Williams, prima di darli per “finiti” dobbiamo aspettare un bel po di tempo.
Si riprenderanno…