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Con una partenza al di fuori di ogni più rosea previsione, i Portland Trail Blazers guidano la Northwest division con 13 vittorie e solo 2 sconfitte. Sono di sicuro una delle squadre più calde della lega e con la vittoria di stanotte contro New York mantengono aperta la striscia di vittorie consecutive, ora arrivata ad 11. Uno dei migliori inizi di sempre della franchigia. Ma qual è il loro segreto?

Innanzitutto il quintetto. Affidabile ed abbastanza continuo, fatto di giocatori giovani ma esperti e soprattutto ben strutturato.
Partiamo dall’uomo franchigia: LaMarcus Aldridge. Appena nominato giocatore della settimana (citiamo i 27 punti e 21 rimbalzi contro i G.S.Warriors) l’ala/pivot sta viaggiando con medie altissime: 22 punti e 9,9 rimbalzi a notte, che fanno di lui uno dei migliori interpreti del suo ruolo nell’intera lega.
Il play-maker Lillard, “rookie of the year” della passata stagione. Al suo secondo anno in NBA gioca come un veterano ed ha i numeri da leader (20 punti 6 assist). Per avere solo 23 anni, la sua costanza e la sua affidabilità lo rendono un ottimo giocatore; inoltre, la fiducia innata nei propri mezzi,  gli garantisce ampi margini di miglioramento in futuro. Leader silenzioso, testa sulle spalle, mai sopra le righe… Questo fa di lui una gemma rara soprattutto se messa in relazione alla sua età. Un patrimonio su cui certamente investire nel prossimo futuro.
A completare il quintetto, due giocatori di assoluto livello: Batum e Mattews. Il primo ormai una certezza, forse un pò discontinuo nel rendimento offensivo, ma fondamentale nell’equilbrio della squadra (specialmente in difesa) di coach Terry Stotts. Il secondo, invece, molto migliorato rispetto alla scorsa stagione, si sta rivelando un ottimo realizzatore, specialmente da 3 punti (tira con il 50%). Ottimi si stanno rivelando anche i due innesti di quest’anno, Mo Williams e Robin Lopez (forse alla sua migliore stagione in NBA).

Per interpretare al meglio il sistema di gioco, serviamoci delle statistiche. Il basket NBA è costantemente tradotto in numeri, in voci di statistiche sempre più sofisticate, che cercano di raccontare in maniera “scientifica” quello che succede sul campo da gioco. Non tutto ovviamente è “traducibile” in numeri, ma proviamo comunque ad utilizzare queste analisi per capire meglio come giocano i Trail Blazers.
E’ interessante notare come Portland sia una delle squadre che più ha migliorato il proprio rendimento offensivo rispetto alla scorsa stagione (il rendimento offensivo conta i punti realizzati ogni 100 possessi) viaggiando a 107,3 punti (4° della lega) contro i 102,7 dell’anno prima. Questo dà merito al coach Stotts, che sta sfruttando al meglio le singole caratteristiche dei propri giocatori.
Il sistema di gioco si fida molto del tiro dalla lunga distanza; questo lo si evince sia dalla percentuale dei tiri presi da 3 punti (3° nel campionato) sia perché Portland è la squadra che in assoluto realizza meno punti “in vernice” ossia nell’area dei tre secondi, nonostante Aldridge sia uno dei lunghi più forti del campionato. Infatti l’arma in più del suo gioco è prioprio l’ottimo tiro dalla media unito alla possibilità di attaccare il ferro anche partendo da fuori l’area dei tre secondi.

Benchè il quintetto di Portland stia facendo cose mirabili, la poca profondità della panchina potrebbe alla lunga risultare un problema per la squadra dell’Oregon che distribuisce la gran parte dei minuti di gioco su 6 giocatori.
Ora come ora sono sicuramente la squadra del momento, ma la stagione è lunga e ricca di insidie, nonostante si siano messi sulla buona strada per centrare l’obiettivo minimo: i playoff. E sono sicuro che in questo momento, nessuno vorrebbe incontrarli…..

Massimo Mele