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(fonte internet)
Pietro Aradori (f.i.)
Pietro Aradori (f.i.)

L’Italia con la vittoria conquistata nel finale contro l’Islanda resta ancora in corsa per la qualificazione alla seconda fase. Dopo il deludente esordio contro la Turchia non si poteva sbagliare, eppure abbiamo rischiato di salutare anzi tempo la competizione; l’Islanda si è dimostrata squadra con più cuore (forse anche con più gioco) rispetto alla nostra, solo alcune giocate d’autore(in particolare di Aradori e Gentile) ci hanno tenuto in vita. Dopo due partite almeno un dato è certo: abbiamo grossi,grossissimi problemi difensivi. Al di là delle difficoltà nel tenere i post avversari, quello che  lascia basiti è la quasi totale assenza di collaborazioni difensive, e si sa, per vincere bisogna difendere.  Bargnani è poco più di un fantasma, Cusin e Melli se non altro fanno “legna” sotto canestro e il loro minutaggio potrebbe ancor più crescere nel proseguo della competizione,proprio a discapito di Bargnani. Gallinari dopo i 33 punti all’esordio non è riuscito ad entrare in partita, i primi due falli commessi in avvio, hanno compromesso del tutto la sua prestazione; anche Datome ha dato poco in questa partita, costretto alla panchina nel secondo quarto a causa di un infortunio (saranno valutate le sue condizioni per la gara con la Spagna). La vittoria contro l’Islanda potrebbe rappresentare un importante svolta per gli azzurri, il carattere dimostrato negli ultimi minuti dovrà essere riproposto con maggiore continuità. Domani contro gli spagnoli si dovrà lottare e sudare, una sconfitta potrebbe complicare irrimediabilmente il nostro cammino, con conseguenze deprimenti per tutto il movimento. Gli spagnoli non sono più imbattibili, ma per vincere bisognerà mettere in campo qualcosa in più, al momento ci si affida troppo al talento dei singoli, il gioco di squadra è tutt’altro che positivo.  Abbiamo ancora tre partite per dimostrare il nostro valore, forza ragazzi, andiamo a vincere.

Vincenzo Torino