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Leonard vs James

HEAT 92 – SPURS 111

San Antonio per battere i Miami del “mostro” LBJ ma soprattutto quelli imbattuti in casa nei playoff (8-0), doveva fare qualcosa di speciale. Ed è proprio qualcosa di speciale che succederà all’A.A.Arena di Miami.

Popovic dichiara che la palla in gara2 era troppo ferma e statica. A mio avviso, i San Antonio su una gara intorno ai 90 punti hanno troppe difficoltà a battere gli Heat. I punti e gli assist di LBJ, oltre che le sue scelte, pesano troppo in una partita a basso punteggio. Diverso il discorso se i possessi aumentano e la soglia dei punti si alza. Così come fatto contro OKC -anch’essi, come Miami, con rotazioni inferiori a loro e punti concentrati in pochi giocatori- San Antonio punta ad aumentare i possessi ed il ritmo.

Per questo coach Popovic  imposta il piano partita con ritmi folli e catch&shoot al limite dell’incoscienza. Il ritmo folle è sostenuto da percentuali da sogno: a 7:25 dalla fine del secondo quarto, Spurs a 56 con 19/21 dal campo, Leonard e Green 6/6. Arena ammutolita e Spurs che chiudono a 41 il primo quarto (in gara 2 fecero 43 il primo tempo).

Miami però non affonda totalmente grazie a 3 bombe di Lewis (12 punti di media nella serie a fronte dei 4 in campionato) e una di Allen. Spurs però chiudono un primo tempo da sogno 71-50, col 75,8% dal campo, record in una finale (precedente 75,0%). Miami tira col 50%, non male… ma ovviamente non basta!

Secondo tempo inizia con Wade che riporta sotto gli Heat fino a -10, sembra cambiare l’inerzia a favore  della squadra di casa, il pubblico entra in partita. Ma il gap era talmente ampio che gli Heat pagano lo sforzo fatto fino a quel momento con scelte poco lucide nel finale di partita. Belinelli entra solo nel terzo quarto e dopo un paio di errori da due punti mette una tripla decisiva che risulterà decisiva, riportando i suoi in vantaggio in doppia cifra.

Fotografia della partita è il tuffo di Mills (ottimo entrando dalla panchina) su una palla vagante che lancia Ginobili in campo aperto per la schiacciata. Heat al tappeto e Spurs in totale controllo sulla partita.

Lebron dopo la partita da 35 con il 65% dal campo (ultimo a farne una in finale con queste cifre Shaq, ma è un pivot!), inizia alla grandissima (13 punti nel primo tempo) chiuderà con 22+5+7 ma con 7 palle perse, causate anche dall’ottima difesa di Leonard, in single coverage su di lui dall’inizio della partita.

Leonard appunto, 22 anni, in marcatura su LBJ per tutta la partita, 29 punti (career high) con il 77% dal campo. Partita di intensità, numeri e impatto devastanti. L’unico in questa lega a poter marcare il miglior giocatore e farne 29 nell’altrà metà del campo. Irreale.

PS: Piccola nota sul pubblico di Miami: entra con 5min di ritardo, torna dall’intervallo a partita iniziata ed a 3:20 dalla sirena abbandona il palazzetto… voto: 0.

Massimo Mele