CONDIVIDI

nba map

Ci siamo, manca poco. Tra pochi giorni riparte la Nba!!!
Ci eravamo lasciati con quella fantastica serie di finale tra Miami e San Antonio, il tiro di Allen in gara 6, l’errore di Duncan in gara 7, lo strapotere di LBJ e l’eterna “giovinezza” degli Spurs…
Nel frattempo il mondo del basket a stelle-e-strisce non è rimasto fermo, anzi: clamorose trade di mercato (la più eclatante tra BOS e BKN), un draft totalmente imprevedibile (previsioni delle scelte totalmente sovvertite), il recupero degli infortunati (Rose, Bryant, Gallinari); non hanno fatto altro che far crescere le aspettative e rendere l’attesa sempre più trepidante!!! Per fare chiarezza e per partire quanto più preparati possibile per l’inizio della prossima stagione, analizzeremo brevemente le 30 franchigie della Nba, division per division, cominciando dalla Eastern Conference.

ATLANTIC DIVISION


BOSTON CELTICS (BOS)
Punto e accapo. Fine di un’era. Boston rifonda, riparte da 0. Anzi da 9, dal numero 9 di Rajon Rondo, lasciato solo in una squadra giovane e “provvisoria”, in attesa del prossimo draft e delle trade, agevolate dall’ampio margine lasciato al monte ingaggi dopo le partenze eccellenti.
Via Pierce, il capitano, via Garnett, via coach Rivers. In arrivo Humpries, Wallace e Bogans dai Nets, confermati Bass, Rondo e Green, si punta su una serie di giovani come Bradley, Olynyk e Sullinger sperando che uno di loro esploda prima del previsto…

BROOKLYN NETS (BKN)
Una corazzata. La quadra dei vostri sogni. Un quintetto da All-star…. Si, ma a che prezzo? Il monte ingaggi supera i 100 mln di dollari e la luxury tax è la più alta di sempre nella nba (80mln!). Questo rende tutto più “mitico”: ONE SHOT, o la va o la spacca! Questa squadra è insostenibile per più di un anno, anche se ti chiami Prokorov e sei il secondo uomo + ricco della Russia….
Quintetto: Williams-Pierce-johnson-garnett-lopez. Pronti ad entrare veterani del calibro di Terry, Kirilenko,Evans oltre ai vari Blatche, Teletovic ed i giovani abbastanza pronti. Niente da aggiungere, anzi no! Aggiungo!! Aggiungo un coach esordiente alla guida del gruppo, un certo Jason Kidd!!!
Una sola cosa manca in questa squadra: gli anelli… In tutto il roster, ne hanno conquistati solo 3! Affamati……

NEW YORK KNICKS (NYK)
Stanno tornando ai livelli che meritano, non c’è dubbio. E forse questo è uno dei roster più profondi degli ultimi anni, pur perdendo rispetto all’anno scorso due assolute leggende della Nba, ritiratesi dai campi, quali Rasheed Wallace e Jason Kidd.
Il pacchetto lunghi, è impressionante: Anthony – Bargnani – World Peace – Stoudemire – Martyn – Chandler. Forti, tanti, forse troppi… Coach Woodson ha a disposizione un serie infinita di combinazioni, il che fa di loro una squadra si primo livello. Sempre che queste personalità non entrino in conflitto l’una con l’altra, allora lì si spacca tutto.
Personalmente avrei sacrificato uno di loro (Amare’e!) per un play da all-star… allora ne avremmo riparlato direttamente a fine giugno! Per ora sono da considerare una mina vagante, molto pericolosa in chiave play-off!

PHILADELPHIA 76ERS (PHI)
Sette rookie: una squadra giovane e in ricostruzione. Dopo aver atteso (invano) Bynum l’anno scorso, riescono, grazie ad un indecifrabile quanto spettacolare draft, ad accaparrarsi la tanto conclamata “prima scelta”: Nerlens Noel (finita alla #6, scelta dai Pelicans e scambiata con Jrue Holiday). Per averlo hanno sacrificato la propria stella, il giocatore con le migliori medie dell’ultima loro stagione, chiara la voglia di voler ripartire –investendoci forte- da lui.
Rimangono Turner e Young come “chiocce”, cercando di guidare questo giovane gruppo a contendersi un posto nei playoff.

TORONTO RAPTORS (TOR)
In estate si sono separati da Bargnani, l’ex prima scelta assoluta viveva da separato in casa ormai da tempo. Liberarsi di una prima scelta non è mai facile e Toronto cerca di cambiare il proprio volto, affidandosi al talento offensivo di Rudy Gay, sperando nell’ulteriore salto di qualità di DeRozan e Ross e diventando una squadra più “operaia” sotto le plance. Amir Johnson, Hansbrough, e Valanciaunas non sono proprio dei “purosangue”, ma di certo venderanno cara la pelle sotto i tabelloni.
I tanti soldi investiti in questi ragazzi fanno capire che la franchigia crede in questo gruppo, a mio avviso manca un playmaker esperto ed andrebbe migliorata la qualità offensiva sotto canestro, ma sicuramente questo sarà un anno di transizione e difficilmente penseranno ai PO come obiettivo finale.

Massimo Mele