Domani il derby con l'Ischia: chi vince va in finale nel girone H.A Caserta, sponda rossoblù, parli di “play-off” ed inizi a toccare… ferro. Definire negativa la tradizione che accompagna i “falchetti” nelle gare “extra-season” è davvero un eufemismo.
I ricordi, neanche troppo lontani, fanno tornare indietro ad un caldo, caldissimo pomeriggio di maggio 2004 al “Pinto”: in campo Casertana e Savoia, con la squadra rossoblù obbligata a recuperare lo 0-1 maturato al “Giraud”. Per la cronaca quel match finì 3-1 in favore della compagine allenata dal “player-manager” Nuccio Barone, ma il Giudice sportivo, la Commissione Disciplinare e finanche la Caf, ultimo grado della Giustizia sportiva di quegli anni, ribaltarono il risultato ottenuto sul terreno di gioco “affibbiando” lo 0-3 a tavolino ad entrambe le società per gli incidenti accaduti nell’infuocato pre-gara. Tanto bastò al Savoia per ottenere la qualificazione alla finale poi persa contro il Potenza.
E poi si passa allo scorso anno: al “Pinto” in campo Casertana e Sambiase per una sfida in gara-unica. Ai “falchetti” sarebbe bastato anche un pareggio a reti bianche per la qualificazione alla finale del raggruppamento. Niente da fare: 1-2 per i calabresi e tutti a casa con largo anticipo rispetto alle previsioni.
E questi sono i “play-off”, ma non sono da dimenticare neanche i “play-out”. Il primo nel campionato di serie C2 1996-1997 quando la Casertana venne ricacciata in Interregionale a Frosinone da una rete dell’ex Campilongo quasi allo scadere. Ma anche un eventuale 0-0 al “Matusa” non avrebbe salvato la squadra rossoblù messa peggio in graduatoria rispetto agli avversari frusinati.
Andò meglio nel 2002-2003, stavolta in serie D. Due pareggi col Terracina e salvezza guadagnata in extremis al termine di una stagione travagliata dentro e fuori dal campo con scioperi negli allenamenti, cambi al vertice della società ed allenatori e calciatori che… andavano e venivano.
Poi il nefasto pomeriggio al “Pinto” del 2007-2008 col Castrovillari. In quella occasione alla Casertana sarebbe stato sufficiente anche uno 0-0 per conquistare la salvezza dopo l’1-1 rimediato in Calabria. Niente da fare: 0-2 al “Pinto” e tante squalifiche da scontare nel successivo campionato di Eccellenza.
Una serie di esperienze negative, quindi, menzionando solo “velatamente” altri due spareggi-salvezza ad Ascoli e Latina contro Taranto (1991-1992) e Puteolana (1997-1998) finiti male e pure una gara di qualificazione alla Coppa Italia di serie A e B persa ai rigori col Brindisi nel 1988-1989.
Insomma una serie di precedenti che non depongono certo a favore della Casertana chiamata nel pomeriggio di domenica ad iniziare la sua corsa nei “play-off” di serie D. Fatto sta che anche le tradizioni possono essere interrotte e ribaltate. Proprio per questo avanti Casertana. Forza “falchetti”.
Massimo Iannitti
Ufficio Stampa CASERTANA F.C.
Autore: La redazione