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Con la seconda edizione del “Trofeo Marino”, un torneo di judo che ha visto protagonisti più di 240 bambini, i Maestri Iovine, Maddaloni e D’Isanto si sono stretti la mano collaborando per trasmettere grandi valori ai più piccini.

 

Se un bambino impara a rispettare le regole e l’intera comunità, se cerca di fare ciò fin da piccolo, questi comportamenti diventeranno spontanei, parte integrante del suo carattere e potrà da grande essere una persona degna e responsabile. Soprattutto, se si cerca di trasmettere questi insegnamenti attraverso il gioco o lo sport, in contesti delicati, a rischio, della società, il bambino potrà farli suoi in modo naturale, divertendosi, senza sentirli come un’imposizione ma come un aspetto ordinario della propria vita, offrendo un’alternativa a comportamenti deplorevoli, al bullismo, alla superbia.

Tutto ciò sta ispirando il lavoro dei tre Maestri di Judo Salvatore Iovine, Gianni Maddaloni e Bruno D’Isanto (foto) che domenica 22 novembre hanno dato vita al 2° Trofeo Marino, una gara di judo, più che altro una festa dello sport, tenutasi nel Centro Sportivo “Pertini” a Pomigliano D’Arco, che ha visto partecipare 12 società della provincia napoletana e oltre 240 bambini tra i 5 e i 10 anni. Questi piccoli judoka si sono divertiti con il tiro alla fune o il sumo, hanno lottato sfidando il proprio avversario e lo hanno fatto iniziando e finendo ogni incontro con il saluto, così come insegna il judo, perché non ci deve essere rivalità, contrasto ma solo il confronto.

«Oggi, con l’intesa tra le società organizzatrici, stiamo contribuendo a realizzare un sogno: educare il bambino attraverso il gioco, insegnandogli le regole – è intervenuto il Maestro Gianni Maddaloni – Nelle nostre palestre c’è il 20% dell’utenza che ha problemi familiari e noi vogliamo evitare, con la nostra opera, la dispersione scolastica e la microcriminalità. Vogliamo che i nostri figli sognino». Un pensiero appoggiato e condiviso dal Maestro Bruno D’Isanto che, intenzionato a mantenere i rapporti con il team creatosi per la manifestazione, ha aggiunto «Vogliamo mantenere questi rapporti e soprattutto intendiamo continuare a lavorare in questo modo, perché solo così possiamo contribuire alla crescita di futuri cittadini che saranno leali, onesti e guidati da spirito di sacrificio».

Entusiasta del successo del Trofeo e del largo consenso ottenuto, il Maestro Iovine, della società sportiva Busen Club Marino di Somma Vesuviana, ha parlato di un suo sogno ancora non realizzatosi: portare manifestazioni di questo calibro e anche tornei nazionali e internazionali nella città di Somma creando una vera “cittadella sportiva”: «Sono felice di ciò che oggi abbiamo fatto, della riuscita di questo torneo da me ideato e che si è potuto realizzare grazie a Gianni Maddaloni e Bruno D’Isanto, ma desideravo che tutto ciò avvenisse nella mia città. Purtroppo qui non abbiamo strutture idonee che possano ospitare grandi eventi, non solo judoistici, ma che interessino diverse discipline sportive e che diano la possibilità a tutti i cittadini di amare lo sport, di diffondere la cultura sportiva». La presenza, però, del Sindaco di Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo, fa ben sperare in tal senso. È stato proprio lui, infatti a dichiarare che l’intera amministrazione si sta attivando per far sì che nasca al più presto un palazzetto dello sport a disposizione della comunità. Praticare sport è un diritto di ciascuno. Rendiamo realizzabile con adeguate strutture tale diritto.  

 

 

   Maria Maione

Responsabile della Comunicazione

di Busen Club Marino