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ACQUACHIARA-MORNAR 15-11 (6-2; 4-2; 3-2; 2-5)

Carpisa Yamamay Acquachiara: Caprani, Perez 1, Marziali, Paskvalin 4, Scotti Galletta, Petkovic 5 (1 rig), Lanzoni, Ferrone, Luongo 1 rig., Valentino 2, Astarira 1, Gitto 1, Lamoglia. All. De Crescenzo.

Mornar Spalato: Kacic, Cagalj, Marinic Kragic 3 (1 rig.), Corusic 1, Calic 1, Shiga, Zovic, Lusic 3, Buric 1, Gluhaic, Marelja 1, Ban 1, Anic. All. Vrdoljak.

Arbitri: Szekely (Hun) e Teule (Esp).

Superiorità numeriche: Acquachiara 6/8, Mornar 3/8.

FOTO Rosario Caramiello

NAPOLI – A metà del quarto tempo, sul punteggio di 15-7, i giocatori biancazzurri spengono l’interruttore del gioco, estraggono il visto per la finale di Euro Cup che avevano praticamente già in tasca e rimettono tutto in discussione. Quella che avrebbe potuto essere una gita di piacere a Spalato rischia seriamente di diventare una battaglia. Il +4 che la Carpisa Yamamay Acquachiara porterà il 4 marzo in Croazia, nella partita di ritorno, potrebbe non bastare. La storia delle coppe europee è ricca di rimonte ben più difficili.

Negli ultimi quattro minuti di gioco la squadra di De Crescenzo ha rovinato una partita quasi perfetta. Fino a quel momento l’Acquachiara aveva annientato gli avversari, sovrastandoli sotto tutti i punti di vista, soprattutto nelle prime due frazioni di gioco, nelle quali tutto ha funzionato nel migliore dei modi. Carpisa Yamamay attenta e aggressiva in difesa, dove Caprani ha detto più volte no anche a conclusioni che sembravano a botta sicura, lucidissima in fase di costruzione, determinata e precisa sotto la porta di Kacic, che – dopo essere stato premiato dal suo ex presidente Franco Porzio prima della gara – è crollato sotto il peso dell’emozione e dei gol subiti. Sul punteggio di 9-3, dopo un bellissimo gol di Astarita, il tecnico spalatino Vrdoljak lo ha richiamato in panchina ed ha messo tra i pali il secondo portiere Anic.

Il +6 maturato fino a quel momento portava soprattutto la firma dell’incontenibile tandem Petkovic-Paskvalin: 7 gol in due nella prima metà della gara, alcuni di grandissima qualità, come la rovesciata al volo con la quale il centroboa biancazzurro ha fatto esplodere il pubblico (ancora una volta numericamente inferiore alle attese) della Scandone. Ma anche dopo l’avvicendamento di Kacic tutto ha continuato ad andare per il meglio in casa Acquachiara: una doppietta di Valentino a uomini pari, un gol di Gitto in controfuga e la quinta rete personale di Petkovic hanno messo tra l’Acquachiara e Mornar quegli otto gol di scarto (15-7) che per la formazione croata sarebbero stati quasi impossibili da rimontare. Ma nel finale il tripudio biancazzurro sulle gradinate della Scandone si è trasformato in gelo sotto i colpi dello spalatino Marinic Kragic, ed è davvero inusuale vedere una tifoseria che esce a testa bassa da una piscina dopo che la sua squadra ha vinto una semifinale europea con 4 gol di scarto. “Alla vigilia della gara – dice Paolo De Crescenzo – un vantaggio del genere lo avrei firmato di corsa, ma adesso questo +4 ha un sapore davvero amaro”.

Foto Rosario Caramiello

Carpisa Yamamay Acquachiara